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«Chiudere le Poste è incomprensibile»

Alberone di Ro, l’ipotesi lascia sbigottita la popolazione «Situazione inaccettabile, dovremo muoverci e subito»

ALBERONE DI RO. Ad Alberone, l'ufficio postale sembra una piccola casamatta. L'impressione è di solidità e sembra anche abbastanza nuovo. E come in tanti altri posti, è un punto di riferimento importante. Per tutti. Battagliera , Isabella Poli: « Decidere di chiudere l'ufficio postale è un'assurdità- ci ha detto- sotto tanti punti di vista. È inaccettabile e non si potrebbe stare zitti senza fare nulla. In comune a Ro mi hanno detto che si sta muovendo il sindaco ed è giusto dare tempo e spazio alle istituzioni, ma non tempi e spazi infiniti. Se nemmeno il sindaco ottiene chiarezza, bisognerà fare qualcosa. Qui ci sono anziani che non si possono muovere, ci sono attività che hanno necessità di avere un punto di riferimento come questo, e che rischiano di finire giù per le scale della cantina, e soprattutto, i nostri soldi sono nell'ufficio postale: non si può dire , di punto in bianco, che si deve andare altrove. No, questa è una situazione inaccettabile, e bisogna fare qualcosa. E credo che sarà necessario muoversi se non ci saranno risposte positive». «Non si pensa agli anziani, a chi delle attività- rincara la dose Lorella Mosca- non si può ragionare così». Ornella Gani : «Chiudere le poste? Mai al mondo! Qui ci sono tanti anziani, delle attività. Non è accettabile che si possa pensare di chiudere. Io sono, ma poi si può dire , noi siamo, molto arrabbiati. Se chiudono , sono dieci km. per pagare una bolletta o per la pensione...». «Quasi tutti i soldi- aggiunge Alberto Merchiori- sono all'ufficio postale. È il nostro unico punto di riferimento di questo genere. E non sono nemmeno pochi, quelli depositati, perché qui ci sono anche delle attività e quasi tutti hanno il conto qui. Ed alla fine, è più comodo». «Io qui non abito, ci lavoro e basta- ci dice subito Daniela Marzola, collaboratrice del bar- ma è indubbio che la posta , in un paese come questo, sia fondamentale ed importante per tanti cittadini. E poi crea passaggio, la gente viene apposta». Ironico ma chiaro, Stefano Rossini: «Sono fortemente arrabbiato. Ma mi raccomando, scriva arrabbiato con tutte e due le zeta, come merita il termine più adeguato per la situazione. Io ho un'attività, qui, e la posta è importante». Infine, Giorgio Laurenti: «Io non capisco, proprio non capisco: qui di soldi ce ne sono, l'ufficio lavora e fa parte del tessuto sociale. Ci sono imprese che vi fanno capo. Non capisco perché si decida senza pensare all'economia locale» .

Alessandro Bassi

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