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Effettuati 8mila sopralluoghi

Dopo poco più di due mesi sono terminate le verifiche I Comuni più danneggiati sono Bondeno, Cento e S. Agostino

FERRARA. A poco più di due mesi dal terremoto la corsa agli sportelli, per effettuare la richiesta di sopralluoghi per verificare l’agibilità di una struttura, se la ricordano tutti. E’ stata una lotta contro il tempo; le amministrazioni, i vigili del fuoco, la protezione civile, i tecnici e tutti gli addetti ai lavori, per giorni e giorni hanno esaminato ogni edificio per il quale era stata presentata una domanda di controllo. Ieri, la direzione di comando della Protezione civile, ha reso noti i dati delle verifiche di agibilità effettuate su edifici pubblici e privati, scheda Aedes, in Emilia Romagna dal 20 maggio al 31 luglio. Il totale dei sopralluoghi effettuati ammonta a 37.053.

Nel Ferrarese, nello specifico, i il numero dei sopralluoghi effettuati è di 8.329.

2.259 a Bondeno, 1.825 a Ferrara, 1.678 a Cento, 1.015 a Sant’Agostino, 608 a Vigarano Mainarda, 471 a Poggio Renatico e 461 a Mirabello. Queste le zone maggiormente colpite ma, al di fuori della “zona X” anche altri comuni hanno dovuto confrontarsi con i danni post terremoto. Il bilancio più drammatico per quanto riguarda gli edifici dichiarati totalmente inagibili riguarda Bondeno, con 901 strutture, seguito da Cento e Sant’Agostino, rispettivamente con 617 e 297 strutture. Sempre primo della lista Bondeno secondo i risultati delle verifiche per quanto riguarda gli edifici temporaneamente (496) e parzialmente (128)inagibili.

Sono stati invece definiti completamente agibili, a seguito dei controlli effettuati, 2.955 edifici; tra pubblici e privati. Terminati i sopralluoghi si inizia a pensare alla ricostruzione; lo Stato affiancherà i cittadini che hanno subito comprovati danneggiamenti e sosterrà le spese di ricostruzione e ristrutturazione fino all’80%. Questi soldi verranno utilizzati sia per la riedificazione di abitazioni, aziende ed edifici del patrimonio storico artistico culturale, sia per l’acquisto dei macchinari e delle attrezzature lavorative perse sotto le macerie. Le amministrazioni chiedono agli abitanti pazienza e consapevolezza perché, il percorso per tornare alla normalità sarà lungo e in salita. Nonostante le sventure non si notano però particolari segni di cedimento da parte dei ferraresi, anche quelli più colpiti, che vogliono rimanere nella loro terra. «Non cambieremo abitazione», dice qualcuno. «Non sposteremo l’azienda», promettono altri. Quello che è stato definito “lo spirito emiliano” sta aiutando molto, a livello pratico oltre che morale, la strada verso la ricostruzione. (s.g.)


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