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«La scelta strategica è la fusione tra i Comuni»

Copparo: Braghini, presidente del consiglio dell’Unione, favorevole al progetto Ma i veri nodi sono l’autonomia finanziaria e l’assegnazione delle competenze

COPPARO. In tempi di “ecatombe” per le Province e di calcolatrici roventi per la spending review, il futuro sembra andare sempre più verso le aggregazioni dei Comuni.

Con Maurizio Braghini (Pd), presidente del Consiglio dell'Unione Terre e Fiumi, proprio di questo abbiamo parlato.

«Prima di tutto - ci ha detto - va chiarito che questo è un tema importante e che va affrontato necessariamente in un contesto di riassetto generale delle istituzioni. Contrariamente a quanto possano pensare in tanti, io non credo che il tema principale sia fondere o unire i Comuni per spendere meno, ma per renderli realmente capaci di governare il territorio, promuovendo sviluppo economico e sociale. Serve a nulla avere Comuni che tagliano le spese fino all'osso, eliminando consulenze, progetti, personale e servizi, ma poi non riescono a creare occasioni di sviluppo e crescita per giovani famiglie ed imprese. Il fatto di spendere poco non significa essere capaci di spendere bene - dice ancora Braghini - , cioè di spendere per ottenere risultati importanti per il territorio».

«Se da una parte - ha continuato- è fondamentale non sprecare, servono idee e progetti, capacità di metterli in campo, attivare le risorse disponibili sul territorio e magari attirarne altre».

Ma continuare con lo sviluppo dell'Unione serve, o forse è meglio ragionare da subito sulla fusione? «L'Unione è una strada da seguire già tracciata, ma non si può escludere l'idea di fusione, tenendo però conto di numerose situazioni. E ragioniamo: l'Unione Terre e Fiumi, per abitanti e territorio, è paragonabile al Comune di Cento. L'unica differenza vera, sul piano dei costi e dei servizi, è solo che a Cento c'è un sindaco ed un consiglio comunale, nell'Unione sei. A spanne, una differenza di poche decine di migliaia di euro. Però, per esempio, Cento come territorio conta più di noi, ha un peso specifico superiore».

Quindi, Unione o fusione? «Per una fusione serve una grossa capacità della politica, serve autonomia finanziaria, servono competenze, poteri aggiuntivi (e questo non avrebbe nemmeno costi aggiuntivi, probabilmente). Essere vicini ai cittadini, o meglio, più vicini, migliora la performance».

Poi Braghini conclude: «Non sono contrario alla fusione, che può essere una buona strada se non riusciamo a far funzionare al meglio l'Unione. A questo punto serve avere il coraggio di proporre uno studio di fattibilità per una fusione. Non è il momento dei lifting, ma delle decisioni serie».

Alessandro Bassi

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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