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Tampona un’auto in panne: morto

Ennio Accorsi aveva 57 anni, dopo lo schianto è stato investito. La macchina ferma era rubata, bloccato un uomo

Si è trovato di fronte un’auto ferma sulla corsia di marcia della Superstrada e non ha potuto evitare di tamponarla con la sua moto, finendo sbalzato sull’altra corsia. Allo stesso modo una seconda auto che sopraggiungeva sulla corsia di sorpasso non ha avuto la possibilità di evitarlo, e lo ha investito in pieno. Questa la sequenza impietosa e drammatica della morte di Ennio Accorsi, 57 anni, residente in via Turatti 22 a Mirabello, dipendente della Basell di Ferrara. L’incidente è avvenuto ieri poco dopo le 15 al chilometro 4 della Ferrara-Mare, tra le uscite per la Porrettana e l’Adriatica in direzione Porto Garibaldi. Inutile purtroppo l’intervento del personale del 118: per Accorsi non c’era più niente da fare. Sotto choc, ma incolume, la conducente della Multipla che viaggiava sulla corsia di sorpasso, una signora di 58 anni, B.L., residente a Mirandola nel Modenese. Gli occupanti dell’auto rimasta in panne, invece, si erano allontanati a piedi dopo aver spinto la macchina per alcuni metri. Il motivo di un comportamento tanto sconsiderato è risultato chiaro il tempo necessario di effettuare un controllo. L’auto, un’Opel Corsa, era stata rubata a inizio agosto a Portomaggiore. Poco prima dello schianto, alcuni automobilisti avevano notato un uomo e una donna intenti a spingere la macchina in panne, per poi rinunciare e allontanarsi a piedi in direzione dell’uscita per l’Adriatica.

Qui, poco dopo, gli agenti delle Volanti della Questura di Ferrara, su segnalazione dei colleghi della Polizia stradale di Altedo intervenuta per i rilievi, hanno rintracciato e bloccato Sergio Bonora, 47 anni, di Portomaggiore, messo poi a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Sul posto si sono portati anche i vigili del fuoco di Ferrara per la messa in sicurezza della carreggiata, il tratto interessato dall’incidente mortale è rimasto chiuso per oltre due ore, e solo alle 17.20 - completati i rilievi e rimossi i mezzi danneggiati - è stato riaperto alla circolazione. Si è inevitabilmente formata una lunga coda: un serpentone di circa un chilometro di lamiera rovente: gli operatori del soccorso stradale e della protezione civile si sono prodigati con bevande per portare sollievo agli automobilisti bloccati.

Ennio Accorsi, che guidava un’Honda Cbf, ha cercato disperatamente di schivare l’auto ferma sulla corsia, non segnalata dall’apposito triangolo. All’ultimo momento Accorsi ha cercato di spostarsi verso la corsia di sorpasso, come testimonia l’ammaccatura sulla parte sinistra dell’Opel Corsa.

Sposato, un figlio di 32 anni, una figlia di 36 e due adorati nipotini, Ennio Accorsi lavorava al Petrolchimico di Ferrara ed era un appassionato di bici da corsa, unendosi anche a gruppi amatoriali. La notizia della sua morte ha suscitato dolore e cordoglio a Mirabello e tra i suoi colleghi dello stabilimento. La salma è stata portata dai necrofori dell’Amsefc all’istituto di Medicina legale di Ferrara e si dovrà attendere il via libera dell’autorità giudiziaria, dopo i necessari accertamenti, per poter fissare la data dei funerali. Al vaglio della magistratura anche la posizione di Sergio Bonora, il cui allontanamento aveva fatto pensare a una reazione dovuta allo choc. L’uomo invece, secondo le prime ricostruzioni, se ne era andato prima dell’incidente, e ora dovrà spiegare agli inquirenti cosa ci faceva a bordo di un’auto rubata e chi era la donna insieme a lui.

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