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«Non diffamarono la pm Guerra»

Il gip di Ancona archivia le accuse ai dirigenti Scroccarello e Sidero e ordina altre indagini per Marino

Non diffamarono e non calunniarono la pm Mariaemanuela Guerra per le dichiarazioni fatte al processo di primo grado per la morte di Federico Aldrovandi: a questa conclusione è giunto il gip di Ancona, Alberto Pallucchini, che dopo oltre un mese ha sciolto la riserva e depositato nei giorni scorsi l’archiviazione (come richiesto dalla procura) per l’ex dirigente di polizia Gennaro Sidero (oggi in pensione) e l’attuale capo di gabinetto della questura, all’epoca dirigente della squadra mobile, Pietro Scroccarello. Era stata, come si ricorda, la pm Mariaemanuela Guerra a chiedere alla procura di Ancona (che giudica atti che vedono coinvolti magistrati della nostra regione) di valutare l’accusa di diffamazione e calunnia nei suoi confronti per le dichiarazioni rese dai due alti dirigenti di polizia, al tribunale di Ferrara, in merito alle prime indagini svolte il 25 settembre 2005, giorno della morte di Federico Aldrovandi.

Il gip Pallucchini, oltre ad archiviare i due dirigenti di polizia, era chiamato a pronunciarsi sulla posizione di Paolo Marino, ex dirigente dell’Upg della questura (l’ufficio Volanti), ed ha deciso - come chiesto dal legale della pm Guerra, il professor Flora - di riaprire le indagini con un supplemento di istruttoria, rimandando gli atti alla procura che avrà altri 90 giorni per le indagini richieste dal giudice.

A chi non ricorda, rammentiamo che questa è una delle tante code del caso Aldrovandi ormai giunto alla sua tappa definitiva con la sentenza in giudicato della Cassazione (3 anni e 6 mesi ai 4 agenti colpevoli della morte di Federico Aldrovandi). Una coda giudiziaria che era stata voluta dalla pm Guerra, che aveva rilevato, nelle testimonianze dei dirigenti di polizia al processo di primo grado, passaggi e frasi diffamatori se non calunniatori. Una intera vicenda che ruota su ciò venne detto tra i 4 protagonisti, la mattina della morte di Federico e nelle ore seguenti, anche in telefonate intercorse tra loro. Al momento si è appreso solo il contenuto del dispositivo e non le motivazioni che hanno spinto il giudice Pallucchini ad archiviare i due dirigenti e ordinare un supplemento di indagine su Paolo Marino.

Che ricordiamo è ancora sotto processo, davanti alla corte d’appello di Bologna, per il procedimento Aldro Bis. Marino deve rispondere ai giudici di omissioni d’atti d’ufficio perchè la mattina del 25 settembre 2005, disse, secondo l’accusa, alla pm Guerra - magistrato di turno - che il giovane era morto di overdose e che il suo sopralluogo in via Ippodromo non era necessario. Questo processo era stato rinviato dai giudici bolognesi al 28 settembre prossimo, proprio in attesa della definizione del caso di Ancona, poichè la difesa aveva ravvisato negli atti di questo fascicolo - le dichiarazioni del medico-legale, Eleonora Lumare - nuovi elementi difensivi che potevano confermare la versione di Marino, di aver informato correttamente la pm Guerra.

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