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Bassani e gli Stati Uniti: passione reciproca

Incontro al Liceo Ariosto sul volume che parla della permanenza dell’autore in America nella seconda metà degli anni ’70

FERRARA. Giorgio Bassani, uno scrittore italiano negli Stati Uniti. L’incontro che si è tenuto ieri mattina al liceo Ariosto (e ripetuto nel pomeriggio in biblioteca Ariostea), ha raccontato l’autore ferrarese in versione statunitense dipingendo, attraverso aneddoti, testimonianze e percorsi di studio, la vita di Bassani in America dove, nella seconda metà degli anni '70, l’intellettuale si recò spesso. “Poscritto a Giorgio Bassani” è il titolo dell’opera curata da Roberta Antognini e Rodica Diaconescu Blumenfeld, docenti del dipartimento di italiano al Vassar College di New York, edita da Led Edizioni Universitarie. «A metà del XIX secolo si è iniziato a studiare e insegnare l’opera di Dante Alighieri negli Stati Uniti e oggi i maggiori esperti e critici di Dante sono americani - ha spiegato la Antognini - Dal 2000 a Vassar teniamo un corso speciale e monografico dedicato a “Il giardino dei Finzi-Contini” e, proprio quest'anno, ricorre il cinquantenario dalla sua prima pubblicazione». Il volume, patrocinato dalla Fondazione Bassani, mette a confronto l’apporto della migliore critica italiana con quella oltre Atlantico. L’antologia raccoglie ventisette interventi sui multiformi aspetti dell’impegno intellettuale di Bassani e si apre con un’intervista alla figlia dell’autore, Paola (anche ieri presente). «Negli anni '70 lo scrittore ferrarese viene invitato negli Stati Uniti per un intervento alla Columbia University - prosegue la curatrice - Verrà invitato spesso poi come “visiting professor” nel Midwest, in Canada, in California, maturando un rapporto speciale con l’America. Nel 1980, durante un intervista, disse che vedere gli immigrati italiani vivere nei ghetti, gli ricordava la condizione degli ebrei negli anni precedenti e questo lo spingeva ad avvicinarsi a loro». Durante i corsi e le lezioni, l’autore ferrarese insegnava principalmente sé stesso e le sue opere, ma anche Moravia. «In “Campus”, una poesia scritta durante la sua permanenza negli States e presente nella raccolta “In gran segreto”, Bassani racconta quanto gli studenti americani siano curiosi, amanti della cultura italiana tutta: cinema, architettura, letteratura, musica - conclude la Antognini - Aveva un legame forte con l’America Bassani, anche prima dei suoi viaggi». Nel 1971 uscì il film di Vittorio De Sica “Il giardino dei Finzi-Contini” (Oscar come miglior film straniero), tratto dal romanzo omonimo. La pellicola contribuì in maniera importante a diffondere le opere dello scrittore ferrarese.

Samuele Govoni

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