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La leggenda del ragno d’oro nelle Valli di Comacchio

Il romanzo di Sara Scaranna a metà tra storia d’amore e fantasy L’autrice di Longastrino: scrivo fin da bambina, pronto il secondo libro

LONGASTRINO. Un intreccio tra fantasy e storia d’amore, persone normali e dotate di super poteri che si incontrano nelle Valli di Comacchio. Sara Scaranna, giovane autrice de “Il ragno d'oro e la leggenda della città perduta” (Book Sprint edizioni), racconta con divertito trasporto la nascita dell’opera scritta anche per evadere da momenti difficili, svelando progetti futuri e sogni nel cassetto.

Com’è nata l’idea di scrivere un romanzo ambientato nelle Valli di Comacchio?

«Io sono di Longastrino e vivo proprio ai margini delle Valli. Per caso, navigando su internet, mi sono imbattuta nella leggenda del ragno d’oro e per gioco ho iniziato a scrivere una storia. Mi sono divertita».

Fantasy, amore e misticità. Difficile unire questi ingredienti narrativi?

«No anzi, è stato un percorso quasi terapeutico. Ho iniziato a scrivere la storia per me. E’ stata una via di fuga dal momento critico che stavo e stavamo attraversando infatti, l’inizio della stesura coincide con il principio della crisi economica. Mi ha aiutato ad evadere; non pensando alla pubblicazione ho scritto a ruota libera e mi sono trovata tra le mani un lavoro di 400 pagine».

Ora però il romanzo è quasi dimezzato…

«E' vero. Il testo iniziale l’ho scritto in tre mesi ma poi ho impiegato tre anni per limarlo, rivederlo e tagliare tutte le parti in esubero che potevano risultare eccessive. La prima stesura poteva sembrare pesante, poi con tutti gli accorgimenti apportati è migliorata».

“Il ragno d'oro e la leggenda della città perduta” avrà un seguito?

«Certo ed è quasi già terminato. Mentre ultimavo il romanzo ho iniziato a scrivere il continuo. Inarrestabile (sorride, ndr). Sarà più movimentato, si espanderà in mondi nuovi e universi paralleli. Adesso cercherò un editore e spero di metterci un po’ meno tempo rispetto a quello impiegato per il primo lavoro. Se la casa editrice attuale sarà interessata a rinnovare la collaborazione bene, in caso contrario mi guarderò attorno».

Quando si è appassionata alla scrittura?

«Fin da bambina anziché giocare scrivevo. A 8 anni ho scritto, illustrato e “pubblicato” il mio primo libro distribuendo fotocopie a tutti i parenti. Il mio sogno nel cassetto era appunto quello di pubblicare per una vera casa editrice un mio romanzo».

Il libro del cuore?

«Lettere a un bambino mai nato di Oriana Fallaci».

Samuele Govoni

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