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Colpa medica, assolto il professor Pastore

Una paziente riportò un danno dopo un’operazione, per il giudice non ci furono responsabilità

Assolto con formula piena, «perché il fatto non sussiste», il professor Antonio Pastore, lo specialista in otorinolaringoiatria finito sotto processo per lesioni colpose. Al termine del dibattimento la stessa accusa (viceprocuratore onorario Renzo Simionato) aveva chiesto l’assoluzione dell’imputato.

La vicenda era scaturita da un piccolo intervento chirurgico che doveva servire a mettere una paziente nelle condizioni di sottoporsi a una seduta di implantologia dentale. Ma dopo l’operazione la donna aveva riportato una complicanza grave, la diplopia, ovvero la visione doppia degli oggetti. Le contestazioni al medico erano concentrate sull’evitabilità del danno: in particolare, la possibilità di sostituire l’intervento con una terapia farmacologica, unita al fatto che sarebbe mancata la piena informazione alla paziente sui rischi dell’operazione.

Accuse cadute nel corso del dibattimento. «La difesa - ha commentato l’avvocato Romano Guzzinati che assisteva il professor Pastore - era basata sul fatto che l’intervento fosse stato eseguito in modo corretto.

Per quel che riguarda l’obiezione sulla possibilità di terapie farmacologiche alternative all’operazione chirurgica, attraverso i nostri consulenti, che l’unica strada da percorrere per garantire alla paziente di sottoporsi all’implantologia dentale era l’intervento, perché la signora presentava un difetto anatomico».

Sull’ultimo punto, quello sulla piena informazione alla paziente dei rischi, il difensore ricorda che «le probabilità della complicanza erano inferiori all’uno per cento».

Dopo una dozzina di udienze dunque il processo si chiude con una sentenza di assoluzione, per conoscere le motivazioni bisognerà attendere novanta giorni, il termine fissato dal giudice Silvia Giorgi per depositarle.

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