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Una stangata ai ladri di identità

Rubavano nomi e documenti, li usavano per truffare: oltre 20 anni di carcere inflitti dal tribunale

E’ uno dei reati «moderni», tra i più antipatici e insidiosi: il furto d’identità. Con il vostro nome, mentre siete ignari di tutto, vengono comprati telefonini, elettrodomestici e auto a rate, vengono accesi mutui, vengono aperti conti correnti e si accede a finanziamenti.Tutto a vostro nome, col quale verrete chiamati a pagare qualcosa che non avete mai comprato. Tutto a spese di ignari cittadini e finanziarie, concessionarie d'auto e società di telefonia. Ieri in tribunale si è concluso uno dei primi processi a carico di un gruppo di persone che da Ferrara, rubando il nome delle vittime di turno, compravano e truffavano. Ieri il giudice Alessandro Rizzieri (su richiesta del pm onorario Elisa Bovi) ha inflitto condanne per quasi 20 anni di carcere. Per i reati di fabbricazione di documenti falsi e truffa pene di sei anni di carcere, ciascuno, ai presunti capi, Gianni Atti di Vigarano e Sonia Palla, rodigina. Tre anni e 3 mesi per Roberto Bertoli, 1 anno e 4 mesi per Giuseppe Spano, 1 anno e 9 mesi per Domenico Cagnetta, 1 anno e 4 mesi per Ugo Baraldi, ferrarese e quindi 2 anni per Romano Frabetti, bolognese. Unico assolto degli otto imputati Stefano Pantaleo.

Il processo era una coda di un lungo e articolato procedimento penale che procura e inquirenti avevano scoperto e sintetizzato in una 30ina di capi di imputazione. Tra il 2007 e il 2008, ricorrendo a questi trucchi, furono decine i raggiri. Tra i raggirati anche tre parti civili al processo che hanno ottenuto i primi risarcimenti danni. Danni importanti visto che i trucchi erano insidiosi davvero: alcune vittime hanno scoperto di avere il conto in rosso per schede comprate e contratti telefonici mai eseguiti; altri avrebbero comprato auto Mercedes tramite finanziarie che poi ne chiedevano le rate.

Come era possibile? La vittima veniva contattata da una falsa compagnia telefonica e per cogliere al volo una promozione, doveva inviare copia del documento: poi falsificato e usato per comprare e truffare. (d.p.)

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