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Il Ppf di Tavolazzi trova un alleato: è il Partito Pirata

Alle elezioni comunali ci presenterà anche il Partito Pirata (Pp) e sarà incoalizione con Progetto per Ferrara, la civica di cui leader Valentino Tavolazzi. L’alleanza tra Ppf e Pp non rappresenta...

Alle elezioni comunali ci presenterà anche il Partito Pirata (Pp) e sarà incoalizione con Progetto per Ferrara, la civica di cui leader Valentino Tavolazzi. L’alleanza tra Ppf e Pp non rappresenta una sorpresa: i contatti tra Tavolazzi e Gianfranco Pozzati, il referente ferrarese dei Pirati datano da almeno un anno. Insieme hanno organizzato quattro incontri per spiegare i meccanismi di funzionamento della della democrazia in rete. Il 10 giugno 2013, presentando la comune iniziativa, Pozzati parlò esplicitamente del voto amministrativo del 2014 e dell’assai probabile alleanza con il Ppf. Ora lo stesso Pozzati - conosciuto nella rete con il soprannome di Yanfry - raccoglie l’appello lanciato da Tavolazzi per formare una coalizione elettorale: ««Abbiamo aderito alla “call” di Ppf - ha dichiarata all’Ansa il pirata Pozzati - per una coalizione di liste civiche e partiti non tradizionali locali».

«Non è ancora una decisione ufficialmente presa - ha precisato Tavolazzi - ma il percorso è quello. L'idea è di presentare una coalizione con almeno il Ppf e il Partito Pirata, poi se riusciamo anche insieme ad altre liste civiche».

Lo stretto rapporto di Tavolazzi con il Partito Pirata potrebbe segnare una ulteriore divaricazione con i Grillini ferrarese, ai quali Tavolazzi si è a più riprese rivolto per imbastire un’alleanza senza però essere preso in considerazione.

Se i rapporti tra Tavolazzi e M5S si sono via via incrinati fino all’espulsione annunciata dal blog di Grillo, altrettanto conflittuali sono quelli tra tra Partito Pirata e M5S. Sull’home page dei Pirati in bella evidenza c’è un foto di Grillo a braccio levato e un commento sui giornalisti messi alla gogna sul portale P5s: «Le liste si proscrizione le ha fatte solo Mussolini, prima di lui».

Tavolazzi dopo l'espulsione dal M5S ha collaborato alla formazione di Democrazia in Movimento (Dim), con il Partito Pirata, dal quale Dim ha mutuato la piattaforma telematica Liquid Feedback per la discussione e il voto on line delle decisioni da adottare. Si tratta della stessa piattaforma che più di un esponente M5S ha proposto e suggerito per anni al proprio doppio vertice Grillo-Casaleggio, ma invano.

Le origini del Partito Pirata sono in Svezia, dove nasce nel 2006, ma è in Germania che ha avuto i maggiori successi elettorali. In Italia, finora, la partecipazione a competizioni elettorali è stata assai sporadica e dagli esiti molto modesti. Ma a Firenze, nell’assemblea occasionale (si chiama così) di pochio giorni fa si è discusso molto di elezioni. Proprio Pozzati ha annunciato che quest’anno i Pirati si presenteranno in diversi Comuni alle amministrative per valutare l’impatto e poi tentare a livello nazionale quando il partito avrà una struttura idonea per tale impresa.(m.p.)

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