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Crollo all’Ursa: sarà battaglia tra perizie

Terremoto: quattro imputati per la morte dell’operaio Tarik Naouch nell’azienda di Stellata. Ieri aperta l’udienza preliminare, subito aggiornata al 22 maggio per il confronto tra i consulenti della procura e delle difese. Nessuna richiesta di riti alternativi

Aperta e subito rinviata al 22 maggio l’udienza preliminare per il crollo dei capannoni dell’azienda Ursa di Stellata. La struttura cedette alle scosse del sisma di due anni fa e nel crollo morì Tarik Naouch, un ragazzo marocchino di 29 anni che stava lavorando nel turno di notte dell’azienda. Per quella tragedia sono chiamati a rispondere, a vario titolo, di omicidio colposo in concorso il progettista della struttura Pierantonio Cerini; il direttore dei lavori e presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Ferrara Franco Mantero; il costruttore Simonello Marchesini e in collaudatore dell’opera, Mauro Monti, dirigente della Provincia di Ferrara. Il gup Piera Tassoni ha accolto la richiesta del pubblico ministero Nicola Proto di ascoltare in contraddittorio tutti i consulenti di parte: il tecnico incaricato dalla procura - che ha attribuito agli imputati una colpa generica per non aver tenuto conto delle norme di buona progettazione e costruzione - e i consulenti delle difese che invece hanno sottolineato che fino al 2005 il Ferrarese non era considerata zona sismica e dunque non soggetta all’applicazione di particolari norme. Nessuno degli imputati ha chiesto riti alternativi.

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