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l’assessore dopo la mostra Bolognese

La “Ragazza” fa discutere Maisto: indotto da ricalcolare

La mostra su Matisse sta andando secondo le previsioni, ma gli echi bolognesi del kolossal dell’anno, “La ragazza con l’orecchino di perla”, disturbano non poco Palazzo dei Diamanti e dintorni. Il...

La mostra su Matisse sta andando secondo le previsioni, ma gli echi bolognesi del kolossal dell’anno, “La ragazza con l’orecchino di perla”, disturbano non poco Palazzo dei Diamanti e dintorni. Il bilancio già definitivo della mostra imperniata sul capolavoro di Vermeer parla di 342.626 visitatori, tra il doppio e il triplo dell’ancora in corso Matisse, e soprattutto, stando ai calcoli di Fabio Roversi Monaco, qualcosa come 27 milioni di euro d’indotto (alberghi, taxi, autorimesse, bar), con un rosso di “appena” 550mila euro; più o meno il costo della seconda mostra ai Diamanti, quando c’è. Secondo l’assessore comunale alla Cultura, Massimo Maisto, questi dati meritano però di essere approfonditi: «L’unica certezza, da quanto ho potuto leggere sui giornali, sta nei biglietti staccati. Il rosso in bilancio va invece visto alla luce del consistente versamento della Fondazione Carisbo, 1.4 milioni di euro, solo in parte destinati alla ristrutturazione dell’edificio che ha ospitato la mostra. Di fatto, il costo della sola “Ragazza” è superiore a quello che spendiamo in un anno per i Diamanti». Anche sulle cifre dell’indotto della mostra organizzata da Linea d’ombra, l’assessore ha qualcosa da puntualizzare: «Per isolare davvero gli effetti di un evento del genere sull’indotto turistico di una città servono calcoli sofisticati. In aprile Ferrara ha fatto registrare un +30% delle presenze, superiori a quelle di Bologna, ma certo non diciamo che questo risultato è tutto attribuibile a Matisse. Così come è necessario uno studio specifico per calcolare con esattezza quanto spendono nel complesso in città i visitatori di una mostra, che nel caso di Vermeer, ad esempio, sono stati per poco meno di un terzo bolognesi».

Sta di fatto che Ferrara, una legislatura dopo gli impegni presi in quella direzione, ancora non sa quanto produce in termini di economia diffusa un euro speso negli eventi culturali. Maisto rilancia il tema ma con maggior prudenza rispetto a cinque anni fa: «Sappiamo che in questo caso c’è un impegno di Unife in questo campo, in accordo con la Camera di commercio, ma uno studio specifico sulle ricadute economiche degli eventi è impegnativo e costoso. Noi abbiamo sempre preferito usare tutto il budget per organizzare gli eventi. Fondi europei? Potrebbe essere una strada da battere, ci proveremo». Intanto si prospetta un autunno senza mostre di richiamo, dopo i rinvii di tutti i progetti.

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