Quotidiani locali

I sindaci al governo Renzi: «Basta tagli ai Comuni»

Tagliani: «Sono molti anni che sopportiamo, la nostra parte l’abbiamo fatta» La protesta: agli Enti Locali decurtati 24 miliardi e solo 8 ai ministeri dello Stato

«Basta tagli agli enti locali e in particolare ai Comuni». La voce dei sindaci ferraresi si aggiunge a quella dei loro colleghi in giro per l’Italia, nel dire no alla ulteriore riduzione dei trasferimenti statali cui si prepara il governo Renzi. Il recente incontro tra l’esecutivo e la delegazione dell’Anci guidata da Piero Fassino non ha cambiato le carte in tavola.

«Non ha prodotto un sostanziale mutamento del quadro – riconosce il primo cittadino di Ferrara e presidente della Provincia Tiziano Tagliani -. Chi è andato via soddisfatto (il riferimento è al sindaco di Torino, ndr) diciamo che aveva aspettative molto basse. Renzi non ha detto che non avrebbe fatto tagli, ha semplicemente affermato che non ne avrebbe fatti di aggiuntivi. Sono molti anni che i Comuni sopportano tagli: di recente 24 miliardi, mentre quelli apportati nello stesso periodo al bilancio dello Stato sono stati pari a meno di otto miliardi. La nostra parte l’abbiamo fatta».

A tutto ciò va aggiunto sia un nuovo sistema di contabilità (di cui fa parte il riordino dei residui) cui adeguarsi e che sta ingessando i bilanci, sia un riordino istituzionale complesso dove spicca la problematica riforma delle Province: «Anche qui – aggiunge Tagliani – i bilanci per i prossimi due anni sono assolutamente insostenibili; vorrà dire che andremo a vendere i bomboloni per le strade…».

Ieri mattina in municipio a Ferrara c’erano i sindaci, oltre che del capoluogo, anche di Mirabello, Codigoro, Mesola, Ostellato, Argenta, Lagosanto, Voghiera, Comacchio, Goro, Portomaggiore e Fiscaglia.

«Siamo combattivi, perfettamente sul pezzo – dice Sabina Mucchi, primo cittadino di Fiscaglia e coordinatrice in provincia per l’Anci -. Ci muoviamo in difesa dei servizi in favore dei nostri cittadini e della loro qualità di vita».

Spiega il sindaco di Mirabello, Angela Polrtronieri, che le novità in termini di bilancio (maggiori accantonamenti e riordino dei residui) «mettono in difficoltà le opere pubbliche necessarie per la ricostruzione dopo il sisma».

«Ormai abbiamo visto governi di tutti i colori politici – nota Andrea Marchi (Ostellato) -, dovremmo pensare anche a una nostra mobilitazione di tipo diverso: non basta consegnare la fascia al prefetto. Le cose devono cambiare per forza, altrimenti tanto vale sciogliere i Comuni e mettere al loro posto un ragioniere».

Fabio Terminali

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