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«Ma noi a Medjugorje ci torneremo»

I devoti ferraresi colpiti dalle parole di Papa Francesco. I pellegrinaggi però non si fermano: a ottobre nuovo bus

L’anatema di papa Francesco non scoraggia i devoti ferraresi di Medjugorje. C’è chi si mostra sorpreso del tono delle parole del pontefice, «la Madonna non manda emissari» che non centrano direttamente il paesino della Bosnia dove dal 1981 sei veggenti parlano delle apparizioni mariane, ancora in attesa di un pronunciamento diretto, ma certo ci cadono molto vicino. «Qualcuno forse sperava in un’apertura ma secondo me è naturale che il Vaticano resti alla finestra» se ne fa una ragione Marco Raineri, noto ristoratore dei Lidi, tra gli organizzatori dei bus in partenza dal Ferrarese. Il prossimo, organizzato da un tour operator di Porto Tolle, è in programma per il prossimo ottobre e difficilmente ci saranno sedili vuoti a seguito delle parole del Pontefice. «Stiamo già programmando per tornarci, ad un certo punto dell’anno sentiamo il bisogno spirituale di visitare quel luogo: e non è, mi creda, per la speranza di vedere la Madonna, in 15 anni non è mai capitato» dice un altro pellegrino di lungo corso, il tipografo Lino Guendalini.

Sottolineano tutti questo aspetto, i devoti ferraresi: laggiù, dopo un viaggio in pullman di 14 ore, non si mette piede per assistere a qualche evento miracoloso. «Di fanatici non ne ho mai visti, e nemmeno persone che abbiano qualcosa contro la Chiesa, che pure è spaventata di questo fenomeno - racconta Raineri - C’è gente umile ma anche tanti professionisti, imprenditori, che si recano in un posto assolutamente normale, fatto di sassi e montagne, ma che è pieno di positività. Da lì si torna cambiati. I veggenti? Li ho conosciuti, li considero persone serie e in buona fede».

L’anno scorso Raineri portò a Medjugorje pure il giovane cantante Ludovico Creti, che si esibì in diverse occasioni, anche nella cattedrale del paesino, di fronte a migliaia di persone. Ecco, e il business che si è creato attorno a questi luoghi? «Ci giriamo al largo, per pellegrini puri come noi va bene dormire ovunque mentre adesso là ci sono pensioni e ristoranti che sanno tutto dei gusti degli italiani: portiamo valuta pregiata - è la riflessione di Guendalini - Noi invece i soldi li portiamo alle comunità di suore che si occupano di giovani donne, bimbi e persone in difficoltà. Sono le offerte che ci affidano i ferraresi, così siamo sicuri di compiere delle buone azioni: a Medjugorje non si va per fare turismo o vedere gli attori e i personaggi famosi che lo frequentano».

Guendalini è tra i più colpiti dalle parole di Francesco, «si è un po’ perplessi per il modo in cui il Papa ha liquidato la cosa. Sono convinto che se potesse venire in quel luogo, ma in incognito, capirebbe: il silenzio di 6mila persone nei momenti d’incontro bisogna ascoltarlo». In ogni caso il posto in pullman è prenotato, e, come sottolinea anche Raineri, non è l’unica modalità di pellegrinaggio dei ferraresi: «C’è anche chi fa viaggi in auto, individualmente, più volte l’anno». Il Vaticano è molto più in là. (s.c.)

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