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Ferrara, danni per milioni: l’agricoltura piange

Il maltempo di sabato ha distrutto frutteti e mais dall’Alto Ferrarese al mare. Primi bilanci delle associazioni di categoria: in fumo un anno di lavoro

FERRARA. Pochi minuti di grandine hanno mandato in fumo il lavoro e le fatiche di un anno. Molte aziende agricole ferraresi sono in ginocchio dopo la tempesta di sabato pomeriggio che ha causato danni ingentissimi nell’ordine quasi del milione di euro. Il maltempo ha colpito soprattutto i frutteti, rovinando in molti casi i raccolti in maniera totale, al 100%. Pere e mele, una vera risorsa delle nostre campagne, escono pesantemente colpite dopo un’estate che faceva ben sperare. Per l’agricoltura ferrarese quella di sabato è stata un’altra giornata drammatica come sintetizza Stefano Calderoni, presidente provinciale della Cia.

«Si è trattato - dichiara - di un fenomeno molto esteso che ha interessato molti comuni della provincia e molte zone, dall’Alto ferrarese particolarmente colpito fino a San Martino, il Copparese, con una coda che ha raggiunto anche il Mesolano e la costa. Le situazioni di maggiore criticità si sono verificate nei frutteti, particolarmente danneggiate le colture di pere Abate, che sono la nostra eccellenza, oltre alla Decana. Gravissimi danni anche alle mele. È stata un vera calamità, proprio quest’anno che si stava producendo un’ottima qualità e i prezzi finalmente erano adeguatamente remunerativi. Il colpo di grazia lo hanno avuto anche il mais e la soia. Tra tanta desolazione, c’è da sottolineare che la stragrande maggioranza dei nostri iscritti è assicurata in particolare contro la calamità della grandine».

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«È un disastro – commenta il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli – ieri mattina in alcune zone del capoluogo, e non solo, mi dicono che ci sono ancora cumuli di grandine nelle reti devastate. Siamo molto preoccupati, in pochi minuti centinaia di aziende hanno visto letteralmente sparire il lavoro di un anno intero e la possibilità di fare reddito. Nelle prossimi ore faremo il possibile per attivare tutte le procedure previste per riscontrare gli effettivi danni e la perdita economica per le aziende, sollecitando gli enti preposti ad una ricognizione attenta e realistica di quanto questo evento abbia provocato, in particolare alle produzioni frutticole in fase di maturazione e raccolta, prima di tutto le pere, ma anche alle coltivazioni estensive ancora in campo, come mais e soia. Purtroppo temiamo che il conto sarà a parecchi zeri, considerati anche i danni a strutture e fabbricati oltre che ai raccolti».

«A Ferrara sono stati colpiti, oltre allo stesso capoluogo, anche i comuni di Vigarano, Mirabello, Masi Torello E Voghiera. il fortunale ha poi proseguito – aggiunge il direttore della Federazione ferrarese di Coldiretti , Claudio Bressanutti – con notevole intensità interessando anche i comuni di Tresigallo e Formignana, Fiscaglia, Codigoro e Lagosanto. I nostri referenti territoriali stanno verificando l’entità dei danni, ma purtroppo su pare siano davvero consistenti».

Oltre alle coltivazioni sono stati colpiti dalla forza del vento e della grandine capannoni e fienili soprattutto nell’Alto ferrarese.

In queste ore prosegue la conta dei danni, che sono molto ingenti e c’è già chi chiede lo stato di calamità. Quella che sembrava una stagione promettente si è trasformata per molti di nuovo in un incubo.

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