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Punto nascite del Delta a rischio

Lagosanto, meno di 500 parti nel 2013. L’assessore regionale: la chiusura è possibile

LAGOSANTO. «Dovremo occuparci dei punti nascita con meno di 500 parti all’anno. Bologna ha già dato, adesso bisogna farlo nel resto della Regione». Queste le parole dell'assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi, ospite della Festa del Pd di Bologna. E come prevedibile, nel mirino c’è anche l’Ospedale del Delta di Lagosanto. Una doccia fredda per Ferrara? Non proprio, considerato che ormai da tempo il Comitato per la Salvaguardia dell'Ospedale di Lagosanto cerca di gridarlo a gran voce. L’ultimo intervento da parte del portavoce Nicola Zagatti, lo scorso 12 aprile: «In questi giorni, - le parole di Zagatti - sono arrivate diverse segnalazioni di utenti che paventano, su indicazioni di addetti ai lavori, un’imminente chiusura del punto nascite dell'ospedale del Delta: chiediamo ai nostri dipendenti pubblici, ovvero alla neo direzione generale dell’Ausl di Ferrara ed ai sindaci del distretto Sud-Est (comuni di Portomaggiore, Argenta, Ostellato, Codigoro, Comacchio, Goro, Lagosanto, Mesola e Fiscaglia (ex comuni di Migliarino, Migliaro e Massa Fiscaglia) di fare chiarezza in merito». «All’Ospedale del Delta di Valle Oppio vi sono stati 579 parti nel 2010, 580 nel 2011 e 519 (dato incompleto) nel 2012 ma, nel 2013, “solamente” 361 parti: come mai un dato così in calo e sconcertante? Non si fanno veramente più bambini come sostiene l’Ausl di Ferarra? Colpa del terremoto come sostiene la Regione Emilia-Romagna? Cosa ci dobbiamo aspettare dopo la divulgazione dei dati del 2014?». «Non chiudiamo ospedali - ha specificato l'assessore - ma i centri più piccoli dovranno specializzarsi sempre di più, soprattutto quelli di provincia per diventare die punti di riferimento a livello locale».

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