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Uffici postali chiusi I Comuni sperano nel Tar

Anche per Montesanto, Marozzo e Reno Centese la strada dei ricorsi al tribunale Cauto ottimismo dopo la sospensiva per lo sportello di Masi San Giacomo

MAROZZO. La sospensiva del Tar dell’Emilia Romagna al provvedimento di chiusura dell’ufficio postale di Masi San Giacomo apre un nuovo fronte per quanto riguarda lo stop agli sportelli che Poste Italiane ha deciso, da lunedì scorso, per quattro paesi del Ferrarese: Masi San Giacomo, appunto, Reno Centese, Marozzo e Montesanto. Se da oggi l’ufficio di Masi San Giacomo è destinato a riaprire forte della decisione del Tar - in attesa dell’udienza e della sentenza - anche gli altri Comuni interessati hanno deciso di rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale, anche se con tempi diversi, sperando nello stesso pronunciamento. Il Comune di Voghiera riferisce l’assessore Isabella Masina si è subito mobilitato e «ha proceduto con un proprio ricorso contro la chiusura dell’ufficio postale di Montesanto. Speriamo che Masi Torello abbia aperto la strada, che anche per noi venga attivata la sospensiva, in vista dell’udienza del tribunale amministrativo. Ora siamo in attesa della risposta del Tar , che potrebbe arrivare a ore».

Sulla stessa linea anche il Comune di Lagosanto: come fa sapere il sindaco Maria Teresa Romanini, proprio oggi è previsto un incontro con un legale per avviare il ricorso al Tar contro la decisione di chiudere l’ufficio postale di Marozzo.

Un passo che sta facendo anche il Comune di Cento in difesa delle Poste di Reno Centese: «Abbiamo individuato il legale a cui affidarci - spiega il sindaco Piero Lodi - e stiamo valutando gli aspetti tecnici e legali per il ricorso al Tar. L’operazione portata avanti di una collaborazione tra i Comuni interessati è significativa e ora il responso che ha ricevuto Masi Torello fa ben sperare anche per gli altri uffici che sono stati chiusi». (al.vin)

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