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MESOLA

Ishrak uccisa perché era con la mamma

Il padre non tollerava i comportamenti della figlia e le ha sparato due colpi di pistola al petto prima di suicidarsi

MESOLA. Mohammed Amine non accettava il fatto che sua figlia vivesse una vita normale come una qualsiasi ragazza della sua età e soprattutto non se ne faceva una ragione del fatto che sua moglie Zachya prendesse sempre le difese della figlia. Per lui nato a Casablanca in Marocco, musulmano, da circa 25 anni in Italia, questo non poteva essere accettato. Le liti e le discussioni andavano avanti da diverso tempo e nel corso del tempo si erano fatte più frequenti con la figlia che mal sopportava le imposizioni del genitore. Non bastava il fatto che Ishrak fosse una studentessa modello sempre promossa con il massimo dei voti all’istituto superiore di Adria e poi che frequentasse con profitto anche l’Università a Verona. Il padre voleva che mantenesse usi , costumi e tradizioni marocchine. Il fatto che si fosse perfettamente integrata a Mesola, dove era nata, che avesse amicizie nel Mesolano, ma anche ad Adria e a Verona era visto e vissuto in maniera negativa. Un rapporto che si era incrinato da tempo e a questo si deve aggiungere il fatto che la madre aveva sempre difeso e sostenuto le ragioni della figlia Ishrak tanto da arrivare alla separazione dal marito pur di rimanere accanto alla figlia che adorava. Un epilogo che Mohammed non voleva e che cercava a tutti i costi di evitare arrivando al punto di uccidere la figlia e poi di togliersi la vita lui stesso.

I rilievi eseguiti dal medico legale Rosa Maria Gaudio, hanno appurato che Ishrak è stata uccisa con due colpi di pistola al petto mentre Mohammed si è tolto la vita in un’altra stanza della casa sparandosi un solo colpo al petto con la pistola calibro 22 che deteneva per uso sportivo. Il ricordo della 21enne Ishrak Amine, ex allieva del polo tecnico, è ancora vivo nella storica sede del Maddalena ad Adria. Bocche cucite da parte dei ragazzi. Molti non la conoscevano essendosi la 21enne diplomata due estati fa. La ricordano bene invece i ragazzi delle classi quinte ma preferiscono non esprimersi. «Siamo venuti a conoscenza della tragica fine di Ishrak nel pomeriggio di lunedì dall'ex dirigente Antonio Gardin - sottolinea invece il vicepreside Daniele Ruzza-. Gardin ha avvisato telefonicamente uno ad uno tutti gli ex docenti della ragazza. Non riusciamo ancora a credere a quello che è accaduto». Secondo la testimonianza del vicepreside la ragazza era una allieva modello. Era benvoluta da tutti ed era ben integrata. «Alcuni ragazzi della mia attuale quinta la conoscevano bene perché erano in Francia con lei negli anni scorsi» - precisa la sua ex docente Paola Pacchin. La stessa docente afferma che si deve ancora prendere una decisione su come ricordarla. «Dobbiamo sentire il nuovo dirigente scolastico Armando Tivelli. Sarà compito suo decidere il da farsi a nome della scuola . La nostra intenzione come docenti sarebbe quella di ricordarla in qualche modo».

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