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«Servizi disabili, no a monopòli»

Interrogazione di Fabbri (Lega) in Regione sull’affidamento delle attività nell’Unione Terre e Fiumi

COPPARO. «Chiediamo alla giunta di intervenire, per garantire maggiore trasparenza nell’assegnazione dei servizi socio-occupazionali per le persone diversamente abili, ed anche per evitare situazioni di monopolio nell’affido di questi servizi di pubblica utilità». È il messaggio che il capogruppo regionale della Lega, Alan Fabbri, ha lanciato presentando all’assemblea legislativa un’interrogazione sul tema dell’accreditamento dei servizi sociosanitari. Un argomento che racchiude una giungla ...

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COPPARO. «Chiediamo alla giunta di intervenire, per garantire maggiore trasparenza nell’assegnazione dei servizi socio-occupazionali per le persone diversamente abili, ed anche per evitare situazioni di monopolio nell’affido di questi servizi di pubblica utilità». È il messaggio che il capogruppo regionale della Lega, Alan Fabbri, ha lanciato presentando all’assemblea legislativa un’interrogazione sul tema dell’accreditamento dei servizi sociosanitari. Un argomento che racchiude una giungla di norme, che dovrebbero essere funzionali al reinserimento dei ragazzi diversamente abili, mediante l’azione delle strutture assistenziali (diurne e non) che garantiscono un servizio per le famiglie, al termine del ciclo scolastico. «Esiste un problema sul territorio ferrarese – dice Alan Fabbri – in particolare nell’Associazione Terre e Fiumi (che comprende Copparo, Ro, Berra, Jolanda, Tresigallo e Formignana) dove i vari servizi – centri diurni, residenziali, centri socio-occupazionali, assistenza domiciliare e così via – verrebbero affidati a un numero estremamente ristretto di soggetti». Chiedendo di verificare sulle assegnazioni di incarichi«tramite affidamento diretto delle amministrazioni pubbliche» Fabbri rileva che quando poi viene emanato un bando «ci si può trovare di fronte a progetti come quello affidato dall’Assp di Copparo, riguardante un centro socio-occupazionale, dedicato prevalentemente ad attività agricola, florovivaistica, con relativa commercializzazione dei prodotti. Attività per le quali sembra evidente una non pertinenza – dice Fabbri – per un impegno che andrebbe a ricadere su persone affetta da disabilità medio-grave e con nessuna competenza per le attività agricole». Alan Fabbri chiede, pertanto, conto alla Regione sulla specifica questione, ma anche sulle presunte situazioni di “monopolio” nell’affidamento di quei servizi. Facendo chiarezza anche sul rapporto operatori/utenti e «sugli standard di sicurezza, specie in caso di infortunio o malore da parte dell’ospite della struttura.»