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Resta in carcere l’uomo che ha bruciato casa

Ariano Ferrarese, la misura applicata almeno fino all’udienza di convalida Il sindaco Padovani ribadisce: nessuna richiesta di aiuto da parte del 76enne

ARIANO FERRARESE. Incendio doloso aggravato. Con questa accusa, resta in carcere, il 76enne pensionato mesolano, Mario Bresciani, che all’alba di martedì scorso, utilizzando delle bombole di Gpl, ha fatto esplodere la casa nella quale abitava da circa 25 anni, in via Marconi, ad Ariano Ferrarese. Bresciani quindi resterà in carcere, tratto in arresto dai carabinieri, almeno fino all’udienza di convalida del fermo, spetterà all’autorità giudiziaria, decidere se Bresciani resterà in carcere oppure. nei suoi confronti, saranno decise altre misure cautelari. Un gesto, quello di far esplodere la casa nella quale Bresciani abitava fin dai primi anni ’90, che ha lasciato molti senza parole, primi fra tutti il sindaco di Mesola, Gianni Michele Padovani e l’intera amministrazione e gli enti preposti alla gestione dell’edilizia popolare, considerato che il 76enne ha detto di aver provocato l’esplosione per protesta contro il comune che a suo dire non lo ha esaudito nella richiesta di avere un nuovo alloggio. «Personalmente non ho mai conosciuto Bresciani – commenta il sindaco di Mesola, Padovani – il giorno dopo l’esplosione. Non appena saputo quanto accaduto ho disposto che negli uffici competenti fossero fatte tutte le verifiche necessarie inerenti alla sua posizione, quindi Asp, servizi sociali, edilizia popolare. Nulla, da parte di Bresciani, nessun tipo di richiesta o protesta, in forma verbale o scritta, inerente un disagio legato alla sua situazione abitativa in via Marconi ad Ariano Ferrarese». Palazzina ad un solo piano, indipendente, in una strada vicino al centro, a due passi dalla chiesa, che per tanti anni, fino all’arrivo di Bresciani, aveva ospitato l’ambulatorio del medico del paese, poi dato in locazione popolare al pensionato fino all’alba di martedì, quando con il suo gesto, di quella casa ha lasciato solo macerie. «In merito alla situazione di Bresciani – ha proseguito il sindaco di Mesola – ancora non si ha idea di come procedere. Di certo l’abitazione che ha fatto esplodere non può essere recuperata, dovrà essere rasa al suolo, e con i tempi che corrono non sarà facile, a livello economico, costruire altri alloggi. Con il suo gesto, Bresciani, ha di fatto creato un disagio ed un disservizio alla popolazione mesolana, privando, chi poteva averne bisogno di un alloggio di edilizia popolare».

Maria Rosa Bellini

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