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Razzie continue in Sacca, ora Goro serra i ranghi

Decine di ladri di vongole, patto di difesa tra Comune, Capitaneria e cooperative. La vice sindaca: coinvolgeremo anche Comacchio, ma guai a farsi giustizia da sé

GORO. Presidenti delle cooperative di pescatori, carabinieri, capitaneria di porto e giunta comunale. C’erano tutti ieri a Goro per la riunione convocata per porre un freno a giorni di pesca di frodo nella nursery, ovvero in quell’area della Sacca dove vengono allevate e nascono le vongole.

«I pescatori hanno speso milioni di euro per quel seme che da la vita. Hanno lavorato giorno dopo giorno e continuano a farlo. Non possiamo permettere che ora i pescatori di frodo distruggano tutto perché di questo si parla: di furti e di distruzione».

La posizione del vicesindaco Marika Bugnoli è chiara, sa che in gioco ci sono sacrifici, famiglie e profitti da difendere ma sa anche che non ci si può fare giustizia da soli. «Anni fa è successo e vorrei che ciò non si verificasse di nuovo ed è per questo che abbiamo convocato la riunione e - spiega - devo dire che sono rimasta soddisfatta del risultato. La partecipazione è stata alta. Sono venuti i presidenti delle cooperative di tutto il territorio: Goro, Gorino, Mesola, Lagosanto, Comacchio. In più c’eravamo noi della giunta e le forze dell’ordine».

«Abbiamo dato un segnale forte - afferma il vicesindaco - abbiamo dimostrato che vogliamo risolvere il problema e che vogliamo farlo in fretta».

La tensione a Goro è alta. Da giorni i pescatori di vongole controllano la Sacca e anche la capitaneria di porto avrebbe avvistato quasi un centinaio di imbarcazioni che, illegalmente, entrano ed escono dalla nursery. Barche inadeguate e nemmeno a norma.

«Non possiamo colpevolizzare uno piuttosto che un altro, non sappiamo da dove vengano questi pescatori di frodo. Molto probabilmente - prosegue la Bugnoli - non appartengono ad alcuna cooperativa. Quello che è certo è che come amministrazione forniremo tutto l’appoggio necessario per eliminare il problema».

E spiega ancora: «Nel corso della riunione, tra le varie cose, abbiamo anche proposto di organizzare un incontro istituzionale tra noi e l’amministrazione di Comacchio, per collaborare. E oltre alla collaborazione con la capitaneria chiederemo anche quella della Regione se sarà necessario».

Marika Bugnoli è determinata, il tono della voce è risoluto. Sa che la corda è tesa e sa che bisogna intervenire prima che si spezzi. «Non voglio che si verifichino episodi di disordine pubblico. So che è difficile per i pescatori, per le cooperative e per tutti coloro che in questi anni hanno lavorato nella Sacca e nella nursery restare a guardare ma non ci si può fare nemmeno giustizia da soli».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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