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Pesca in crisi, mare ancora grigio

In attesa dell’incontro di gennaio, le marinerie cercano soluzioni

GORO. Nei giorni scorsi nella Tenuta Augusta di Ravenna il Coordinamento Pesca dell’Alleanza delle Cooperative dell’Emilia-Romagna ha incontrato l’assessore regionale all'Agricoltura, Caccia e Pesca Simona Caselli per sottoporgli delle proposte e rilanciare un settore in grave crisi. «La pesca italiana sta fronteggiando una grave crisi che rischia di compromettere il lavoro, la competitività e la redditività di un settore che occupa in tutta Italia 800.000 lavoratori e incide per il 3% sull’ ...

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GORO. Nei giorni scorsi nella Tenuta Augusta di Ravenna il Coordinamento Pesca dell’Alleanza delle Cooperative dell’Emilia-Romagna ha incontrato l’assessore regionale all'Agricoltura, Caccia e Pesca Simona Caselli per sottoporgli delle proposte e rilanciare un settore in grave crisi. «La pesca italiana sta fronteggiando una grave crisi che rischia di compromettere il lavoro, la competitività e la redditività di un settore che occupa in tutta Italia 800.000 lavoratori e incide per il 3% sull’economia nazionale». La crisi del comparto della pesca è dovuta a diversi fattori: i problemi di inquinamento marino; il sovrasfruttamento delle risorse; la fragilità di un settore frammentato in piccole e medie imprese, che hanno difficoltà ad accedere al credito e alle reti della distribuzione; il costante aumento dei costri di produzione. Su questo contesto va ad incidere la legislazione europea, che non tiene conto delle specificità del Meditterraneo e impone norme eccessivamente restrittive e punitive. «In questo scenario – affermano i referenti del Coordinamento Pesca dell’Alleanza delle Cooperative – lanciamo un insieme di proposte per ridare un futuro alla pesca italiana. Innanzitutto, auspichiamo una revisione del sistema sanzionatorio, talmente rigido da paralizzare le attività delle imprese. È poi necessario rifinanziare la cassa integrazione per il 2017, affinchè i lavoratori costretti alla sospensione dell’attività (per i fermi temporanei di pesca imposti dalla normativa) possano contare sugli ammortizzatori sociali. Serve, inoltre, semplificare le pratiche amministrative e diminuire i costi burocratici che gravano pesantemente sulla redditività delle imprese ittiche». «Alla Regione chiediamo di farsi carico, nei confronti del Governo nazionale, di queste istanze». Nelle prossime settimane verranno organizzate, nelle Marinerie di tutta Italia, iniziative conoscitive per sensibilizzare i territori sulle problematiche del settore e condividere le proposte avanzate. A conclusione di questo percorso, a gennaio si terrà a Roma un’assemblea nazionale del settore.