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FAMIGLIE DISTRUTTE

«Nostro figlio è pentito, noi non lo abbandoniamo»

«Erano amici speciali, si conoscevano da bambini, stavano molto insieme; secondo me Riccardo riccattava mio figlio, forse gli ha detto: se non mi ammazzi i genitori non ti dò i soldi. Non so per cosa,...

«Erano amici speciali, si conoscevano da bambini, stavano molto insieme; secondo me Riccardo riccattava mio figlio, forse gli ha detto: se non mi ammazzi i genitori non ti dò i soldi. Non so per cosa, ma dietro c'è qualcos’altro». È il tarlo che rode la signora Monica, madre del ragazzo che ha sferrato i colpi d’ascia contro Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni. «Di soldi Riccardo ne aveva tanti - dice la donna al cronista -, nel portafoglio aveva sempre cento euro; mio figlio mi raccontatava che Riccardo li prendeva di nascosto al padre Salvatore. Lui stava bene, aveva un ristorante e teneva il denaro in una valigetta, Riccardo tirava via cento euro, tanto il babbo non se ne accorgeva, almeno diceva questo».

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La notte del delitto, racconta la madre, «mi aveva detto che era andato a dormire a casa di Riccardo e insieme sono rientrati, qui nella nostra casa, alle 5.30 del mattino; era bianco in faccia, aveva la febbre, così gli ho dato una tachipirina e sono andata a letto. La mattina quando sono andata a svegliare l’altro mio figlio ho trovato che dormivano nella stessa camera, lui e Riccardo. Erano le 10.30. Riccardo ha mangiato con noi a pranzo». «Erano tutti e due tranquilli, hanno mangiato pasta in bianco, poi Riccardo è andato a casa. Alle 17 mio figlio è rientrato a casa e ci ha dato la brutta notizia: piangeva e diceva “Hanno ucciso i genitori di Riccardo”».

Anche per il padre dell’assassino, il figlio è stato convinto o condizionato a compiere l’omicidio dei genitori dell’amico Riccardo. «E logico – commenta – Il giorno dell’omicidio «i due ragazzi sembravano normali, non avevano nulla di strano. La gente dice tante baggianate ma la verità la sappiamo solo noi. Nostro figlio si è pentito, non lo abbandoneremo, quello che deve essere sarà. Ora vogliamo solo un pochino di silenzio».

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