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LA DOMENICA

Il tempo del rispetto

Il fondo del direttore della Nuova Ferrara sul duplice omicidio di Pontelangorino

 

FERRARA. Manca giusto il webete retrò con il dito puntato sulle origini meridionali dei Vincelli, nel bestiario vasto dei commenti al duplice omicidio di Pontelangorino. Forse. O forse ci è solo sfuggito, almeno quello. Gli altri, no: li abbiamo visti tutti e letti, purtroppo. Quelli che alla prima notizia del ritrovamento dei corpi sono corsi a maledire negri, rumeni e albanesi, le bande di rapinatori dell'Est che hanno in pugno l'Italia, il ventre molle di uno Stato che non ferma l'immigrazione e non sa difendere chi paga le tasse. Quelli che l'indomani, davanti ad una verità che toglie il respiro, pure avevano fiato per urlare frasi sconnesse dalla propria tastiera, lontani un isolato o un continente.

Colpa della droga, colpa della scuola, colpa di Internet, colpa dei soldi facili, della bella vita, dei “no” che quel ragazzino non si è mai sentito dire da mamma e papà. Colpi al ritmo di una mitragliatrice, che di sentenza in sentenza sono arrivati al bersaglio grosso. I corpi straziati di Salvatore e Nunzia non erano stati ancora portati via dal letto della mattanza che già centinaia di uomini e donne, con la leggerezza distratta con cui strizziamo l'occhio alla foto di un gattino, sostenevano che in fondo in fondo se l'erano meritata quella sorte, perché non si può vivere solo per lavorare, abbandonando i figli a se stessi, alla strada o al bar; i genitori hanno l'obbligo di educare i pargoli, si prendano le proprie responsabilità; quei due morti non erano del tutto innocenti. Andateli a leggere i commenti, sono in rete, sottolineati e condivisi. Non dieci, non cento: molti di più.

C'è una questione educativa e di valori, nel nucleo oscuro del delitto di Pontelangorino. Certo, ovvio, e va affrontata. Ma anche una più estesa questione di creanza e di rispetto, che ci coinvolge tutti: quella che separa il tempo del tacere da quello del parlare, e sempre davanti al dramma vieta di blaterare. Al bar e tanto più in rete dove le parole sfuggono facilmente, e corrono lontano.

Luca Traini

Buona domenica

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