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Pontelangorino, il post di Alessandro, figlio delle vittime: «Addio papà e Nunzia, gli avete dato tutto»

Il figlio di Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni affida a Facebook un saluto ai genitori uccisi 

«Addio papà, addio Nunzia: sei stata una seconda madre, avete sempre lavorato duramente e avete cercato di dare a Riccardo tutto quello che potevate dargli. Resterete nel mio cuore per sempre». Queste le parole scritte sulla sua pagina Facebook dal figlio di Salvatore Vincelli, Alessandro che ha postato per loro la canzone di Wiz Khalifa “See You Again”. Centinaia i commenti e le manifestazioni d’affetto per un’altra delle vittime di questa assurda vicenda. Alessandro si trova a Ferrara, ospite da persone molto care che stanno cercando di rendere meno duro il suo inferno.

Non vuole parlare, è molto cordiale nel dire no ma davvero vuole restare fuori dal rumore. I Vincelli erano una coppia riservata, così come lo è anche Alessandro e gli altri parenti, tanto che quasi sicuramente i funerali saranno celebrati a Torino in forma riservata e acui dovrebbero partecipare solo i familiari più stretti. “Dannazione, chi avrebbe saputo che di tutti i voli che abbiamo preso, le buone cose che abbiamo trascorso, che sarei restato qui a parlarti di un altro cammino”, parte del testo della canzone che arriva come un pugno nello stomaco.

Intanto restano nel carcere minorile il 16enne e il 17enne fermati per l’omicidio di Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni, padre e madre del più giovane dei due. Il Gip del tribunale dei minori di Bologna Luigi Martello dopo l’udienza di convalida ha infatti disposto la custodia in carcere per entrambi - che avevano confessato - accogliendo così le richieste del Pm Silvia Marzocchi. Il giudice ha anche convalidato i fermi. I due avvocati difensori avevano chiesto misure attenuate (comunità o arresti domiciliari).

L’esecutore materiale è stato il 17enne, su mandato del 16enne con la promessa di denaro. Il primo dovrebbe rimanere nel carcere minorile del Pratello di Bologna, l’altro dovrebbe andare in un’altra struttura. I difensori hanno ribadito che i loro assistiti sono pentiti e traumatizzati. «Il ragazzo è sconvolto, si sta rendendo conto di quello che è successo», ha detto l’avvocato Lorenzo Alberti Mangarani Brancuti, che difende il 17enne. «Sta prendendo coscienza, ed è durissima. È dura per tutti i soggetti coinvolti», ha aggiunto l’avvocato Gloria Bacca, che assiste il 16enne.

Sul movente, Bacca ha ribadito che «è complesso e non è, come è stato detto, da attribuire ai cattivi voti a scuola. È una situazione di disagio di liti in famiglia, comunque si tratta di una personalità fragile». I due difensori nelle loro dichiarazioni hanno anche sottolineato come i ragazzi abbiano collaborato con le indagini. Adesso le indagini scientifiche dovranno dare riscontri alle loro parole, per mettere al sicuro le indagini da eventuali ritrattazioni. Ad esempio c'è il 'lavoro scientifico' sul borsone che i due hanno abbandonato con vestiti e corde sporche di sangue.

Corde che probabilmente dovevano servire per legare i piedi dei due cadaveri con pietre per poi gettarli in acque profonde, forse nel Po di Volano. Nel borsone c'erano anche un paio di scarpe Adidas 'Stan Smith' taglia 41. Il numero dei piedi del 17enne. Di quel numero ci sono impronte evidenti nella casa. Il 16enne porta il 45, i due coniugi uccisi avevano il 38 lei e il 42 lui. Il 17enne è stato quasi subito individuato dall' intuito di un ufficiale dei carabinieri, quando gli amici del 16enne si sono radunati davanti alla villetta.

Mentre tutti piangevano, l'unico a creare problemi è stato il 17enne. Allora l'ufficiale ha deciso di sentire come testimoni tutti i giovani, in particolare lui. E quando i ragazzi poi fermati erano insieme in caserma è emerso, anche solo con gli sguardi, un legame forte tra i due. Poi le confessioni.

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