Quotidiani locali

Vai alla pagina su Delitto di Pontelangorino

Delitto di Pontelangorino, i coniugi massacrati da più di dieci colpi

Primi rilievi dall’autopsia sui corpi di Salvatore Vincelli e Nunzi Di Gianni. L’amico plagiato da Riccardo: già emerge una strategia difensiva per l’inchiesta

PONTELANGORINO. Prima il riconoscimento delle salme, ieri mattina, da parte di un cugino. Poi fino al tardo pomeriggio le autopsie sui corpi di Salvatore Vincelli e la moglie Nunzia di Gianni, i coniugi uccisi a Pontelangorino, colpiti - secondo i primi risultati - da oltre una decina di colpi, molti di più rispetto i 9 (6 a lei e 3 a lui) dei primi esami, ma i rilievi precisi sono attesi tra 60 giorni. La prima fase dell’inchiesta, quella della raccolta degli elementi di prova, volge ormai al termine: ora occorrerà attendere i tempi tecnici della medicina legale e quelli per esaminare i reperti catalogati dalla Scientifica dei carabinieri (oltre 200). Ma un fatto in questa prima fase dell’inchiesta emerge dal punto di vista processuale: la diversa e opposta posizione tra i due ragazzi, tra Riccardo, figlio della coppia uccisa e l’amico che ha ucciso per lui, primo dei due a confessare di averlo fatto.

Duplice omicidio a Pontelangorino: la ricostruzione dei fatti I coniugi Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni vengono trovati morti nella loro casa. Ora il figlio e un amico, entrambi minorenni, sono in carcere. LO SPECIALE SUL DELITTO

leggi anche:

Comportamento processuale che avrà un peso nei prossimi mesi con l’evoluzione delle indagini dalla procura dei minori, ma che già ora può delineare una strategia difensiva, in quanto si evidenzia il “plagio” che l’amico subiva da Riccardo: condizionamento che farà la differenza, sommato alla sua “genuina” collaborazione, nella valutazione delle posizioni. Del resto ricordiamo che gli inquirenti hanno avuto la percezione che Riccardo non avrebbe mai confessato se non lo avesse fatto prima l’amico. Tanto che la notte delle confessioni i due si incrociarono in caserma a Comacchio dopo la totale ammissione dell’amico che disse a Riccardo: «Io gli ho detto tutto». «Tutto cosa?» gli sibilò contro Riccardo quasi con un ringhio d’odio, come percepirono gli inquirenti. Tornando all’autopsia, avranno 60 giorni di tempo i tecnici della Medicina legale di Ferrara, coordinati dal dottor Stefano Marinelli, per depositare i risultati dell’autopsia eseguita ieri all’ospedale di Cona.

Autopsia che - da quanto si apprende - avrebbe evidenziato molto più lesioni al capo, di quelle riscontrate dal primo esame esterno che conferma sempre più la brutalità dell’aggressione notturna, alla luce dei telefonini (non sono state trovate torce). Tra i tanti esami anche quelli tossicologici, come scrupolo per accertare se le vittime fossero state narcotizzate, circostanza mai emersa dai racconti dei due ragazzi (ma da riscontrare). Le autopsie sono state eseguite su rogatoria della procura minorile che ha delegato la procura di Ferrara a svolgere atti. Ora, gli inquirenti dovranno concedere il nulla-osta per i funerali che verranno celebrati a Torino.

Daniele Predieri

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Ferrara Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon