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Carife, sì al “patto territoriale”

Governo impegnato a misure per «recuperare le fiducia». Azionisti, nessuna promessa di ristori

Una notizia buona e una meno per i ferraresi sul fronte Carife. Dopo l’approvazione delle modifiche al decreto Salva-risparmio, che consentono l’inclusione di un numero rilevante di azzerati nella riaperta procedura di rimborso automatico, erano attesi passi avanti sugli altri due punti che la maggioranza parlamentare si era impegnata a far assumere come impegno dal governo: il patto territoriale per il rilancio dell’economia dopo il “sisma” Carife, appunto, e le pressioni sull’acquirente della banca in favore degli azionisti. Come risultato si è registrata l’approvazione da parte della commissione Finanze del Senato di un ordine del giorno, prima firma Maria Teresa Bertuzzi(Pd), che «impegna il governo ad attivare, di concerto con le Regioni interessate, patti territoriali contenenti le misure più idonee a recuperare la fiducia dei cittadini dei territori interessati dalla crisi bancaria». La formulazione pare discostarsi da quanto il viceministro Morando aveva proposto un anno fa al Teatro Comunale, che «presidenti di provincia, sindaci, parti sociali avviassero con il governo un confronto per progetti di sviluppo di questi territori», con riferimento a Ferrara, Arezzo, Marche e Chieti, cioè i bacini d’attività delle banche risolte. Il testo dell’ordine del giorno richiama però «gli effetti della liquidazione delle banche», che hanno colpito i singoli risparmiatori ma anche «determinato conseguenze senz’altro negative sul tessuto economico e sociale dei territori dove le quattro banche operavano», peggiorando gli effetti della crisi economica e occupazionale; per questo «è necessario intervenire con misure speciali di sostegno alla ripresa economica ed occupazionale dei territori». Bisogna insomma come verrà coniugato in termini operativi il testo, pare che il governatore emiliano Stefano Bonaccini si sia assunto l’impegno di tenere i contatti in merito con i ministri Padoan e Calenda.

È stato invece bocciato l’altro ordine del giorno presentato dai senatori Pd, sul terzo “pilastro” delle rivendicazioni ferraresi: la moral suasion da parte del governo sui futuri acquirenti della banca, che faceva pure parte del pacchetto-Morando. La strada per gli azionisti resta dunque in salita, e a Ferrara ce ne sono 28mila ad attendere un segnale. Difficile ipotizzare che il documento possa essere riproposto oggi in aula per il via libera definitivo del Senato.

Il decreto passerà poi alla Camera e c’è chi, ad esempio Giovanni Paglia (Si), solleva dubbi sul rischio di esclusione dai rimborsi di pacchetti di bond derivati dalla divisione di dossier cointestati, o da divorzi e separazioni. «Valuteremo il testo dal punto di vista tecnico, però i tempi sono stretti e c’è il rischio della fiducia» anticipa Alessandro Bratti (Pd).

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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