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FERRARA

Carife, altri interrogatori a vuoto

I 4 indagati ferraresi non rispondono. Puglioli: dobbiamo comprendere cosa sia imputato alla Fondazione che si è sempre attenuta alle richieste di Bankitalia

FERRARA. Altra settimana di interrogatori per l’aumento di capitale di Carife, stesse conclusioni: la maggior parte dei 32 indagati si era già avvalsa della facoltà di non rispondere e così hanno fatto e faranno i 4 indagati ferraresi tra ieri e oggi, assistiti dall’avvocato Dario Bolognesi.

Lo ha spiegato alla Nuova lo stesso Piero Puglioli, ex presidente Fondazione,  ribadendo che «il mio legale ha ritenuto di dover meglio comprendere cosa sia imputato esattamente al comportamento della Fondazione che io rappresentavo e sta comunque predisponendo una nota da consegnare ai magistrati». Dunque, viene confermata la posizione comune a molti indagati, che ritengono di non voler affrontare interrogatori al buio, poichè, al di là delle scarne ipotesi d’accusa degli avvisi di garanzia, non si conoscono tutti gli atti che li chiamano in causa.

Per vecchia Fondazione Carife, ribadisce però Puglioli «sicuramente questa si è sempre attenuta a quanto richiesto da Bankitalia avendone l’autorizzazione dal proprio organo di vigilanza, cioé dal ministero dell’economia e della finanze». E sull’acquisto-cessione tra Carife e le banche esterne?

«Rispetto al contestato incrocio di azioni tra istituti di credito - precisa Puglioli - la Fondazione ne è venuta a conoscenza solo dopo l’ispezione del 2013 di Bankitalia che peraltro dal 2009 mi risulta tenesse Carife Spa sotto vigilanza rafforzata, cosa che tranquillizzava la Fondazione sul fatto che tutto fosse svolto in piena coerenza con quanto richiesto». Questa la posizione di Puglioli, mentre non cambia quella degli altre tre ferraresi indagati: Guido Reggio, ex segretario Fondazione Carife e i due direttori Michele Sette (Finanza) e Davide Filippini (Bilancio).

Su queste posizioni si sono concentrate le nuove attenzioni di procura e finanza, ma gli interrogatori a vuoto (tutti si sono avvalsi di non rispondere e il legale presenterà memorie difensive) potrebbero accelerare la chiusura indagini, per la fine di febbraio, inizio marzo. (d.p.)

 

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