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Monsignor Perego è il nuovo vescovo

Papa Bergoglio affida Ferrara al direttore di Migrantes Cremonese come Mosconi, succede a Negri dimissionario

La diocesi di Ferrara-Comacchio ha un nuovo arcivescovo ed è monsignor Giancarlo Perego. Papa Francesco ha accolto le dimissioni di monsignor Luigi Negri che aveva presentato nel giorno del compimento del suo 75º compleanno, è in poco meno di tre mesi ha scelto il suo successore. Monsignor Perego, 56 anni, cremonese, è un sacerdote che ha costruito buona parte della sua missione pastorale in organizzazioni caritative e di assistenza agli ultimi. I suoi incarichi alla Caritas della sua diocesi di appartenenza e successivamente come direttore della Fondazione Migrantes.

Per l'arcivescovo uscente un legame solido con la città E' difficile immaginare l'arcivescovo uscente di Ferrara-Comacchio seduto su una panchina, da pensionato, a leggere libri. Più facile prevedere per monsignro Luigi Negri un futuro più attivo fra conferenze e seminari dedicati a temi religiosi. Nel video di Filippo Rubin il saluto del monsignore. Leggi l'articolo

Una scelta quella di Papa Bergoglio che va nella direzione intrapresa dal Pontefice, con la nomina di vescovi di età relativamente giovane e impegnati nella pastorale sociale. Come sorprendente è stata la nomina a Bologna di monsignor Matteo Zuppi ad arcivescovo, così sono state anche moltre altre scelte del Papa, come non ricordare anche le sedi di Palermo, Padova, financo l’ultima nella diocesi di Crema.

Monsignor Perego è sempre entrato nel toto vescovo epr la sucecssioen di Negri, anche se negli ultimi mesi ricorreva con maggiore insistenza il nome di monsignor Fabio Dal Cin, 52 anni, della diocesi di Vittorio Veneto, ma in servizio presso la nuova curia romana. Si era fatto anche l’ipotesi di un religioso, ma alla fine la scelta del mPapa è stata quella di Perego. Addirittura era rimbalzata anche la voce di un arrivo di monsignor Andrea Turazzi, attuale arcivescovo di San Marino e Montefeltro, per il detto del non c’è il due senza il tre, considerando che gli ultimi due arcivescovo di Ferrara-Comacchio, monsignor Paolo Rabitti e monsignorLuigi Negri erano stati entrambi vescovo in precedenza della diocesi di San Marino- Montefeltro. Non sappiamo fino a che punto i fatti di Gorino abbiano condizionato questa scelta, con la nomina di un vescovo che ha lavorato tantissimo in questi anni per i migranti, l’accoglienza e l’aiuto delle persone che cercano rifugio. Sicuramente sarà interessante vedere all’opera il nuovo capo della diocesi e il rapporto che instaurerà con la città e la provincia ferrarese che in questi ultimi mesi ha vissuto momenti non facili anche sul piano sociale. E sarà interessante vedere anche che tipo di eredità raccoglierà Perego dopo un intenso quadriennio che ha visto la diocesi ferrarese guidata con piglio sicuro dal monsignor Negri, balzato alle cronache nazionali per le sue dichiarazioni taglienti a salvaguardia dei valori del cristianesimo. Due vescovi che all’apparenza sembrano agli antipodi, uno - negri - proveniente dall’esperienza di Comunione e Liberazione che ne ha forgiato l’animo battagliero; l’altro - Perego - più incline alla nuova rivoluzione bergogliana e terzomondista. Dopo Natale Mosconi, arcivescovo di Ferrara dal 1954 al 1976 e di Comacchio dal 1951 al 1954, un altro cremonese guida la diocesi ferrarese-comacchiese.

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