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Fondi per la ricostruzione del dopo sisma, truffa da tre milioni

Fienili e magazzini agricoli ristrutturati col raggiro: indagini di procura e Finanza, tre segnalazioni alla Corte dei Conti

FERRARA. Anche loro sono i “furbetti” del dopo terremoto, proprietari di fienili, magazzini, abitazioni rurali in rovina, ricostruiti con i fondi della ricostruzione senza averne nessun diritto, facendo carte false, e ovviamente, finendo nei guai, penali e contabili.

Dall’inizio dell’anno, infatti, da quanto si apprende, sono stati segnalati nel Ferrarese, alla Corte dei Conti, tre casi, per un danno alle casse pubbliche ipotizzato in 3 milioni di euro, e altrettante segnalazioni sono state inviate alla procura per le ipotesi di reato di falso documentale e truffa aggravata.

I tre casi segnalati sarebbero solo gli ultimi di una lunga serie sui quali stanno lavorando gli inquirenti a Ferrara, Guardia di Finanza in primo piano che sta dedicando un’attività investigativa e di controllo a tempo pieno. Indagini e verifiche sono partite da tempo, come controlli dovuti contro la criminalità economica, sulla base delle erogazioni dei fondi per la ricostruzione da parte della Regione Emilia Romagna e poi incrociati con tutti i dati possibili.

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Tutto, per capirci, ruota attorno al fatto che decine e decine di fienili o costruzioni rurali in aperta campagna, del tutto inagibili prima del terremoto, siano stati fatti rientrare nell’elenco delle costruzioni da indennizzare: i fondi, secondo le condizioni imposte nel dopo sisma erano più che chiare: sono erogabili i fondi solo se l’utilizzo di abitazioni private o magazzini agricoli o altro sia dimostrabile in tempi ben precedenti il sisma. Proprio su questo sperpero (truffa) di soldi pubblici si sono concentrate le attenzioni in questi giorni di un nuovo Comitato nel Centese che ha raccolto casi e cifre da comunicare a procura e inquirenti.

 

«Nei Comuni dell'Alto Ferrarese - hanno spiegato dal Comitato, senza aggiungere altro, però - tanti edifici, un centinaio individuati ad oggi, inutilizzati prima del sisma e oggi ancora vuoti, fienili e ruderi fatiscenti, diventati nuove costruzioni e trasformati in case sulla base di quelle che riteniamo false dichiarazioni, seppur giurate e asseverate, sull'effettivo uso degli edifici».

Parole che troverebbero, comunque, riscontro con le ipotesi investigative e gli accertamenti in corso da parte soprattutto della Guardia di Finanza, attivata in tutti i comuni del cratere del sisma, anche a Ferrara.

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Le indagini, da quanto si apprende, sono state attivate da tempo, partite di iniziativa, ma tutte le segnalazioni di cittadini e Comitati sono ben favorevolmente accolte se, ovviamente, corredate di fatti e non speculazioni politiche. Le indagini attivate - da quanto si apprende - sarebbero state portate avanti anche spulciando le fotografie aeree di Google Earth, visto che è possibile avere immagini ancora in archivio, dello stato dei luoghi e delle costruzioni anche del 2009, poi confrontate con altre immagini dall’alto della stessa Guardia di finanza.

Gli accertamenti dicevamo hanno concentrato l’attenzione degli ispettori delle Fiamme gialle sugli illeciti contabili e sono in corso al momento le prime verifiche della Corte di Conti e della procura. Occorre verificare le «indebite richieste» che si concretizzano con un danno alle casse pubbliche (al momento conteggiato in 3 milioni di euro, solo per 3 segnalazioni), ma - si faccia attenzione- gli accertamenti non riguardano solo i diretti proprietari o beneficiari dei fondi, anche - in ipotesi - chi ha firmato e garantito la documentazione necessaria per rientrare nei casi da indennizzare, ossia i tecnici del Comuni interessati, per valutare il perchè di eventuali falsificazioni e complicità.

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M5S

Dopo terremoto: "Chiarezza sui fondi della ricostruzione"

Il caso finirà in Parlamento, parola del deputato M5S, Vittorio Ferraresi: circa un’ottantina di fienili, grazie a fondi pubblici percepiti indebitamente in quanto non rispondenti ai requisiti, sarebbero stati trasformati in abitazioni

Proprio sulla vicenda è intervenuto ieri il deputato del Movimento 5 Stelle, Vittorio Ferraresi, chiedendo «chiarezza sull’assegnazione dei fondi per la ricostruzione e sostegno a chi denuncia irregolarità». Ferraresi sottolinea anche «la determinazione a portare, se necessario, il caso in Parlamento». In tarda serata di ieri, dopo l’intervento di Ferraresi, la Regione ha replicato (vedi a fianco) sottolineando correttezza e trasparenza e che molti atti li abbiamo inviati noi alla procura.

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