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Da Ferrara in tutta Italia truffa on-line dei telefonini

A processo Massimo Cardinale: centinaia i clienti raggirati per oltre 60mila euro

FERRARA. La sede legale dei siti web (www.kgeglnet; www.bltelefonia.net; www.dieciofferte.net; www.energiashop.net) era a Ferrara e da qui vendeva materiale hi-fi, telefonia e tanto altro in tutta Italia. Truffando tutti o quasi tutti i suoi clienti. Il truffatore di turno, imputato di questo reato, è Massimo Cardinale, ha 54 anni, originario di Bari e abita (o abitava) in via San Romano 145/16, mentre aveva uno studio operativo delle sue imprese digitali ad Occhiobello, in via Trento 30. Da questi due luoghi gestiva un commercio on-line, truffando - questa l’accusa - 68 clienti in tutta Italia (da capo di imputazione), ma ieri alcuni di loro presenti spiegavano che «siamo il doppio, ben 129». In realtà, secondo quanto emerge dalle carte dell’accusa, gestiva questo commercio on -line solo con un telefonino e con questo avrebbe - secondo i conteggi della procura di Ferrara che lo ha portato a processo per la maxi truffa on line - raggirato tutti intascandosi 60mila euro in un anno. Ad oltre un centinaio di clienti, un numero generico perchè tante denunce arrivano ancora oggi in procura. Una parte dei truffati, oltre una ventina - solo la prima tranche di quelli chiamati ieri a deporre contro l’imprenditore - aspettavano ieri mattina, uno dopo l’altro, in tribunale il loro turno, per raccontare la truffa subita: compravano un telefonino o altro sui siti di Cardinale e venivano raggirati: «Ma non erano incauti acquisti - precisavano - i prezzi erano leggermente inferiori a quelli di mercato», quasi a voler puntualizzare che truffati sì, ma fessi no.

Pagavano telefonino, tablet, play station e altro con bonifico bancario, con sconti di poche decine di euro, ma dopo giorni, settimane, nulla di quanto acquistato si materializzava ai loro indirizzi di spedizione e i soldi sparivano o non venivano mai rimborsati, nonostante in molti casi ne avessero fatto richiesta dopo aver annullato gli acquisti. Clienti truffati da tutta Italia, come ieri raccontavano fuori dall’aula del tribunale, dove il giudice Alessandra Testoni, il pm Ciro Alberto Savino e l’avvocato difensore di Cardinale (Monica Malaguti di Rovigo) ascoltavano le doglianze del truffato di turno. Tra loro, chi è arrivato da Oristano, chi da Varese, l’Aquila, Bolzano, Roma, Maratea (Potenza) Caserta, Brescia, Vibo Valentia, Brindisi e Aosta: tutti a rappresentare il giro d’Italia delle truffe messe a segno da Cardinale. «Siamo qui in venticinque, ma siamo solo la prima tranche: ce ne sarà un seconda, una terza, una quarta». Tutti arrabbiati senza farlo vedere, consapevoli e rassegnati che non otterranno nessun rimborso: perché la spesa (denuncia, la presenza in tribunale e il processo) non vale l’impresa (la sentenza che verrà). Ma ugualmente, con molta coscienza civica hanno denunciato e tanti sono qui: «Non speriamo certo di riavere indietro i nostri soldi, ma lo facciamo per una questione di principio e di educazione verso i nostri figli». Il trucco come spiegano gli inquirenti, carabinieri di Finanza era molto semplice: tutti compravano, pagavano, non ottenevano nulla. O meglio, secondo l’accusa lui rimborsava o accontentava (consegnando la merce) solo chi tra i suoi clienti era più «convincente» con pressioni e altro.

Alcuni, tanti, hanno lasciato perdere, tanti altri, i 129 e tanti più, lo hanno denunciato e hanno creato una chat su Whatsapp come truffati di Massimo Cardinale, dandosi appuntamento alla prossima udienza, primi di marzo.

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