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Ferrara, la protesta dei pescatori

A Porto Garibaldi gli uomini della marineria locale e di quella di Goro, insieme per contestare le sanzioni imposte dalle recenti normative comunitarie 

La protesta dei pescatori contro le sanzioni A Porto Garibaldi il suono delle sirene ha dato il via alla protesta degli uomini della marineria locale e di quella di Goro LEGGI L'ARTICOLO

PORTO GARIBALDI. "E' venuto il momento di dire basta" recita lo striscione gigantesco che svetta dal tetto del mercato ittico di Porto Garibaldi. Anche i pescatori delle marinerie di Goro e Porto Garibaldi hanno incrociato le braccia, manifestando in porto le ragioni del loro malcontento, scaturito dalle salatissime sanzioni imposte dalle recenti normative comunitarie, che penalizzano il settore.

Dopo il suono prolungato delle sirene di tutti i pescherecci ormeggiati in banchina, i pescatori di Porto Garibaldi si sono riuniti in assemblea nella sede del mercato ittico, per esporre a tutte le forze politiche presenti e alla stampa le loro preoccupazioni.

«Vedo anche l'interesse del paese - ha commentato Ariberto Felletti, presidente della cooperativa Piccola e Grande Pesca - e questo è importante. Dobbiamo essere uniti perchè questa è una battaglia di principio, per la nostra sopravvivenza. Per fortuna le forze politiche locali e regionali ci ascoltano - ha aggiunto Felletti - e presto ci saranno incontri. Oggi è un inizio e se non saranno accolte le nostre richieste, andremo a manifestare a Roma il 28 febbraio».

Sanzioni anche triplicate per cattura di esemplari sotto-misura, ma anche problemi riconducibili al log book elettronico e allo smaltimento del pescato invenduto e lobbligo di introdurre le telecamere a bordo (dal primo gennaio 2018), sono alcuni dei motivi all'origine della protesta dei pescatori, sfociata questa mattina in uno sciopero, che ha visto un'adesione massiccia.

A dare un segnale di solidarietà e vicinanza ai pescatori anche la consigliera regionale Marcella Zappaterra ed i rappresentanti di tutte le forze politiche locali. «Questa iniziativa non è una questione di colori politici o di partiti - ha dichiarato il sindaco Marco Fabbri -,Deve essere una lotta senza bandiere e senza secondi fini. Dobbiamo essere uniti e andare avanti insieme a sostegno della pesca, che insieme al turismo rappresenta l'economia prevalente del nostro territorio».

Fabbri ha poi ricordato come altre problematiche, prima tra le quali quella della massa all'asta delle concessioni demaniali, provvedimento imposto dalla direttiva Bolkestein, siano state da anni già risolte in altri Paesi Europei.

«E' un problema di rappresentanza in Europa - ha precisato Fabbri -, perchè gli altri Paesi mandano a Bruxelles persone competenti e capaci, che fanno squadra, che lavorano seriamente. Dall'Italia invece si manda in Europa gente gente scelta dai partiti, anche figure scomode alle quali trovare una nuova collocazione. Questo è il risultato». La battaglia contro l'articolo 39 della Legge 154/2016 prosegue dunque nei tavoli di lavoro che saranno convocati nel breve a Bologna.

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