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Pro Loco fulcro del paese, dove aiutarsi è la prassi

Dal 4 marzo è disponibile un pulmino da 7 posti che servirà per gli anziani. È stato comprato con i fondi messi da parte grazie alle feste dell’associazione

Casaglia, dove aiutarsi è prassi Continuano gli appuntamenti de "Un caffè con la Nuova". Incontro con gli abitanti di Casaglia, frazione alle porte di Ferrara. Dal 4 marzo è disponibile un pulmino da 7 posti che servirà per gli anziani. È stato comprato con i fondi messi da parte grazie alle feste dell’associazione. (video Federico Vecchiatini)

CASAGLIA. Mentre in qualche condominio di Ferrara non si conosce nemmeno la famiglia che abita sullo stesso pianerottolo, Casaglia (8 chilometri da Ferrara, 534 abitanti secondo i dati dell’ultimo censimento 2011) ci offre lo scenario di un luogo diverso, di un altrove semplicemente confortante. Incontriamo, con in prima fila il direttore de la Nuova Ferrara, Luca Traini, quelli che possiamo definire i maggiorenti del paese. Il termine è declinato nella più genuina delle accezioni. Appena seduti dentro al circolo Arci, “appoggiato” alla storica Casa del popolo, il tema lanciato è così attuale che più attuale non si può: si devono dare le belle notizie? «Certo che si devono dare», risponde in un lampo il direttore Traini e così facendo dà la stura a commenti, proteste, critiche, piccoli e grandi sfoghi. Ma intanto Casaglia si distingue per qualcosa di eccezionale: il 4 marzo, pochi giorni fa, è stato inaugurato ufficialmente il nuovo pulmino Volkswagen 7 posti che, presto, servirà per accompagnare i residenti che avranno necessità di raggiungere Ferrara o altri luoghi per ritirare la pensione, fare la spesa, andare all’ospedale per una visita, andare in banca, in posta.

Un caffè con la Nuova a Casaglia
Un caffè con la Nuova a Casaglia

Lo annuncia con la giusta fierezza Maria Luisa Mastella (nella foto a destra), presidente della Pro Loco di Casaglia: «È stato un grande traguardo, questo - spiega la Mastella - perché poter aiutare i nostri compaesani con un servizio di questo tipo è davvero tanto». Maria Luisa è un presidente attivo, lei persona concreta, abituata a fare più che a parlare. Sa perfettamente che la solidarietà da queste parti è come l’oro. Un valore che va investito e cumulato, non conteso e dilapidato. Per la Pro Loco, nata nel 2014, si tratta di un tesoro da custodire, il tesoro della solidarietà, dell’aiutarsi vicendevolmente. Come quando in occasione della Befana dei bambini in piazza si ritrovano di fatto tutte le famiglie del paese. La Casa del popolo, si diceva. Dal 2 febbraio la gestione (per i prossimi 12 anni) sarà della stessa Pro Loco di Casaglia. Sono locali tipici di un tempo purtroppo perduto ma che ora questa associazione vuole fare rivivere attraverso cene, sottoscrizioni, tombole, senza dimenticare la sagra dal balanzon, il cappelletto tipico di Casaglia che si svolgerà con ogni probabilità a giugno.

Con questo piatto speciale, oggi e domani la Pro Loco parteciperà anche al Misen, il salone italiano delle sagre. Piano piano si entra nel vivo della discussione, del confronto: «Qui a Casaglia - prosegue la Mastella - ci sono ancora “servizi” vitali: c’è il forno, l’edicola, la tabaccheria, diciamo che c’è la Posta anche se occorre andare a Ravalle». E cosa manca, invece? «Il medico del paese, un prete di paese, un bancomat, la stazione dei carabinieri». La parola carabinieri diventa allora la chiave per aprire un altro, grande, corposo scenario: la sicurezza. E i furti nelle case. Il tema appassiona: Gianfranco Mastella (cugino della presidente della Pro Loco), Roberto Buono, Michele Monco e Simonetta Bidese (presidente di Arci Casaglia e gerente del bar dell’Arci) hanno tesi e prospettano soluzioni che non sempre coincidono: «La tecnologia, e mi riferisco soprattutto alle telecamere di sorveglianza - interviene Buono - sarà il futuro del controllo di vicinato». Eppure il passaparola, l’aiutarsi, il darsi la voce sono ancora prassi decisive: «È vero - annuisce la Mastella - anche soltanto telefonare alle forze dell’ordine quando si vedono movimenti sospetti può rappresentare un ottimo deterrente».

Un caffè con la Nuova a Casaglia
Un caffè con la Nuova a Casaglia

Come deterrente contro il tempo è fare vivere il paese, lo sport ad esempio. Da circa 40 anni esiste la Polisportiva, calcio amatoriale. Ciò è possibile grazie all’esistenza di un centro sportivo (di proprietà della cooperativa Case del Popolo di Ferrara) dotato di 1 campo di calcio (con illuminazione), 1 di calcetto, 1 campo da tennis in terra rossa, spogliatoi. Nell’area c’è anche un ampio parco. «Ma ora - chiarisce la Mastella - la Polisportiva si trova in crisi economica non avendo entrate; inoltre tra qualche mese non verrà più erogato alcun contributo dal Comune». Casaglia è sempre stato un paese accogliente. Significativa l’immigrazione di veneti dopo l’alluvione del 1951, dei modenesi dagli Appennini che tuttora esercitano la pastorizia e producono formaggio. C’è ancora, qui a Casaglia, il culto della cucina casalinga, della sfoglia, dei sughi, delle marmellate, dell’uso di materie prime locali, grazie anche ad aziende agricole produttrici di frutta e ortaggi (si ricordano quella di Pietro Monco e quella di Stefano Galliera a Porporana). Cose e luoghi che è un dovere tramandare a chi verrà dopo di noi.

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