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Igor fu scarcerato per buona condotta, fece 21 mesi di carcere in meno

Una carriera da criminale, ma in cella non dava problemi e accumulava bonus. In luglio il processo per le tre rapine del 2015 di cui è accusato con Pajdek e Ruszo

Igor scarcerato con ventuno mesi d'anticipo per buona condotta. E si rimise a fare il bandito Nell'estate del 2015 a Mesola, il killer imbavagliò un'ultranovantenne che rimase legata per due giorni. In quel periodo avrebbe dovuto essere in carcere

Due espulsioni dall’Italia mai eseguite: due condanne - globalmente a 9 anni e 4 mesi di reclusione - tra il 2007 e il 2015, entrambe ridotte per «liberazione anticipata» di ben 630 giorni, quasi 2 anni, per buona condotta. A lui, il killer spietato che non si trova. E ancora, un mandato di arresto europeo da eseguire, in corso, e un altro Mae dalla Serbia, per rapine e stupri, che risale al 2011, di cui non si è accorto mai nessuno fino a pochi giorni fa, quando si è scoperto che lui non è Igor Vaclavic, nato a Taskent (Russia, oggi Uzbekistan) il 21/10/1976, ma Norbert Feher, nato a Sobotica, Serbia, stessa data di nascita.

Tuscania, armi spianate e spostamenti in gruppo alla ricerca di Igor Strade polverose e campagne, fabbricati dismessi, si muovono in gruppo con le armi spianate. Sono i militari del reparto Tuscania mentre perlustrano i luoghi dove potrebbe nascondersi Igor il russo/Norbert Feher, ricercato per due omicini nel bolognese e nel ferrarese. Il video è di Filippo RubinLEGGI L'ARTICOLO

Quel nome schizzato fuori
E’ un nome schizzato fuori dal cilindro magico della malaburocrazia italiana, con quell’ordine di cattura serbo che tutti si sono persi per strada, in Italia, dentro gli archivi mai attivati dell’Afis (il sistema di identificazione dalle impronte). Igor/Norbert ne ha fatta di strada in questi 10 anni, 2007-2017, dalla sua prima comparsa in atti giudiziari italiani, riuscendo a scappare con una doppia identità dalle maglie dei controlli, delle verifiche, degli incroci di impronte digitali del sistema Afis che funziona solo quando vengono inseriti dati completi, come mai accaduto nel suo caso. Nella sua vita ferrarese, Igor non è mai Norbert. E come Igor, ha una lunga fedina penale.

Caccia a Igor, ex compagno di cella: "E' come Rambo, disposto a morire. In carcere guardava i cartoni" "Igor mi ha sempre detto: 'Non tornerò mai più in galera, piuttosto muoio". E' quanto sostiene in un'intervista a Radio Capital l'ex compagno di cella di Igor Vaclavic-Norberto Feher, l'uomo ricercato per due omicidi nel bolognese: quello del barista di Budrio e una guardia provinciale di Portomaggiore. "Non sono sorpreso che non sia stato ancora catturato: la natura è il suo habitat naturale e lo sta dimostrando" (LEGGI L'ARTICOLO)

Un casellario e tanti reati
Un casellario che ormai è presente in tutti i fascicoli che lo riguardano, e che fa l’elenco dei reati commessi. Quattro rapine, due tentate rapine, una lesione personale, un furto, un altro ma in abitazione, due violazioni alle norme sul controllo armi (il possesso di archi e frecce, asce e altro) queste per le sentenze definitive, senza contare quella che arriverà tra poco (udienza 13 luglio), per le tre rapine dell’estate 2015, a Coronella, Mesola e Villanova, commesse con Ivan Pajdek e Patrik Ruszo.

Le operazioni in un vivaio dopo l'allarme Igor Sale la tensione nel territorio fra Molinella e Argenta per la caccia al killer in fuga (video Rubin)LEGGI L'ARTICOLO

Il conteggio dei giorni premio
Ciò che balza dalle pagine bianche del casellario giudiziale è il conteggio dei giorni che lui, detenuto nel carcere di Rovigo, prima, 2007/2010 e poi di Ferrara 2011/2015, ha avuto come riduzione, come premio per la buona condotta. In carcere, era davvero un’altra persona, riuscendo a sommare la bellezza di 21 mesi di premio, ottenendo sia nel 2010 che nel 2015, liberazione anticipata. Igor Vaclavic (allora negli atti era solo questo, non il vero Norbert Feher, serbo, rapinatore e stupratore) entra in carcere nel 2007 per tre rapine commesse ad Argenta (3 maggio), Ostellato (23 maggio) e Portomaggiore (30 maggio).


La prima stangata in cella
Il 1 ottobre 2008 viene condannato alla pena di 4 anni di reclusione: in carcere è un detenuto modello, non crea problemi, parla solo col cappellano, guarda cartoni animati e odia il calcio. Tra 2008 e 2009 colleziona la bellezza di 180 giorni di pena ridotta, nel 2010 invece 90 (il calcolo premiale dei giorni è semplice: ogni 6 mesi di buona condotta, si ha diritto al bonus di 45 giorni di liberazione anticipata).


Uno sbandato che sbanda
Esce il 13 settembre 2010, 270 giorni prima del previsto dal carcere: è sbandato e sbanda. Si arma di ascia e rabbia e semina il terrore ad Argenta: una rapina il 21 ottobre, due tentate il 27 ottobre, ferisce una vittima il 23 settembre e passa ai furti: ad Argenta il 7 novembre, in casa il 12. Poco dopo l’arresto, e il processo. Viene condannato a 5 anni e 4 mesi (abbreviato, pena base è di 9 anni) dal giudice Bighetti: è il 24 maggio 2011. Finisce all’Arginone, e mette in fila i giorni premio per buona condotta: 135 tra 2011 e 2012, poi 45 giorni, per 5 volte, ogni sei mesi, fino al 2015. In tutto, 360 giorni: e sce il 1 gennaio 2015. E così si becca 630 giorni di bonus dallo Stato italiano come detenuto modello. Poi la mancata espulsione, dal Cie di Bari dove nessuno lo identifica. Da allora non è più Igor il buono, ma Igor/Norbert il killer.
 

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