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le vittime

E' il giorno del silenzio. Il ministro per Verri

A Ospital Monacale i funerali del volontario ucciso, lutto cittadino

Omicidi nella Bassa, funerali: l'arrivo del feretro di Valerio Verri Accolta da famigliari e conoscenti, dalle autorità e dai colleghi volontari di Legambiente, la salma di Valerio Verri arriva davanti alla chiesa di Ospital Monacale per le esequie DI ROSARIO DI RAIMONDO

PORTOVERRARA. Oggi è il giorno del dolore, il giorno del silenzio. Il giorno in cui due comunità, e con loro tutta Italia, piangono la morte di Valerio Verri, guardia ecologica volontaria morta una settimana fa per mano di Igor/Ezechiele, il killer che gli ha sparato nelle campagne del Mezzano. Oggi, sabato 15 apirle, alle 9.30 nella chiesa di Ospital Monacale (frazione di Argenta di cui Verri era originario) si terranno i suoi funerali. Oltre al Comune argentano, anche quello di Portomaggiore ha proclamato lutto cittadino. Alla funzione, oltre ai familiari, agli amici e ai tanti conoscenti, parteciperà anche il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, in rappresentanza del Governo. Inoltre, come già annunciato, parteciperanno la consigliera regionale Marcella Zappaterra, in rappresentanza dell’Emilia Romagna e pure i vertici della direzione nazionale e regionale di Legambiente; anche loro infatti si uniranno al cordoglio della comunità, facendo sentire la propria commossa vicinanza ai parenti e agli amici di Valerio Verri. Saranno presenti con le loro divise le guardie volontarie eco-zoofile del servizio di vigilanza ambientale del circolo Legambiente Delta del Po, al quale Verri era iscritto da diversi anni. Accanto a loro anche numerosi membri e rappresentanti del mondo del volontariato e dell’associazionismo, tra cui la Protezione Civile. Sono attesi anche i vertici delle forze dell’ordine.

I fiori per Verri alla Festa della polizia Commozione e un minuto di silenzio in onore di Valerio Verri, ucciso da Igor/Ezechiele nel Mezzano sabato scorso. Alla festa della polizia hanno preso parte anche le Guardie zoofile volontarie, di cui Verri faceva parte: sulla sedia destinata a lui, che avrebbe dovuto essere premiato, diversi mazzi di fiori. Video di Federico Vecchiatini. LEGGI L'ARTICOLO


Valerio Verri, residente a Portoverrara (frazione di Portomaggiore) è morto all’età di 63 anni dopo una vita passata tra campi, macchinari agricoli e tanto, tanto volontariato. Era così assorbito da quell’attività che frequentava poco la piazza e i bar. Passava qualche volta, così, di sfuggita, ma il suo tempo preferiva impegnarlo facendo ciò che lo appassionava di più, ovvero, perlustrando il territorio per far sì che la natura e il contesto ambientale venissero rispettati. Ed è stato proprio mentre era impegnato in uno di questi controlli (con lui c’era anche l’agente di Polizia provinciale portuense Marco Ravaglia, raggiunto da tre proiettili) che Verri ha perso la vita. Lui, a differenza del suo compagno, è stato colpito da una sola pallottola, rivelatasi però fatale.
La famiglia nel corso di questi interminabili sette giorni è rimasta a casa, trincerata nel suo dolore. Non ha voluto parlare, non ha voluto rilasciare dichiarazioni o esporsi. Ha preferito restare in silenzio, circondarsi delle persone più vicine e care e piangere ricordando il marito e il padre (aveva un figlio e una figlia) che non c’è più ma che in un modo o nell’altro resterà per sempre con loro. Giorni e ore interminabili a chiedersi perché, perché proprio lui ha dovuto incontrare una belva come Igor/Ezechiele lungo il suo cammino. Quesiti a cui non si sa e non si può rispondere.

Tuscania, armi spianate e spostamenti in gruppo alla ricerca di Igor Strade polverose e campagne, fabbricati dismessi, si muovono in gruppo con le armi spianate. Sono i militari del reparto Tuscania mentre perlustrano i luoghi dove potrebbe nascondersi Igor il russo/Norbert Feher, ricercato per due omicini nel bolognese e nel ferrarese. Il video è di Filippo RubinLEGGI L'ARTICOLO


«Chiediamo rispetto e silenzio, tutto qui. Non parleremo fino a che questa storia non sarà finita. Fino a quando non lo prenderanno», si erano limitati a dire i familiari nelle ore immediatamente successive all’accaduto. E i primi risultati, i primi dati ufficiosi, erano arrivati nei giorni scorsi dall’autopsia che è stata eseguita dalla medicina legale di Ferrara, nell’ambito dell’inchiesta aperta sull’omicidio e sul tentato omicidio del Mezzano. Verri, come scritto, è stato ucciso con un solo colpo, all’addome, che è passato da parte a parte. Il foro di uscita vicino alla colonna vertebrale, ha creato lesioni devastanti ad organi vitali. Dati pesanti, spietati, che fanno luce su quanto è successo a livello “tecnico” ma che non chiariscono cosa, in quei pochi attimi sia passato nella mente e davanti agli occhi del volontario ecologico.
Forse questo solo Ravaglia potrà raccontarlo. Lui, salvo per miracolo, una volta terminato il lungo iter di recupero post operatorio dovrà sforzarsi di ricordare. Forse solo lui potrà dire che cosa ha visto, cosa è successo in quegli istanti in cui tutta la situazione è degenerata, in cui tutto è sfuggito di mano e la vita si è spezzata per sempre.
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