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«È morto mentre faceva quello che più amava» 

A Ospital Monacale i funerali della guardia volontaria uccisa nel Mezzano. L’appello al killer: riscopri la tua umanità e consegnati alla legge  

Don Manservigi: il signore converta il tuo cuore L'omelia di don Massimo Manservigi al funerale di Velerio Verri, la guardia ambientale uccisa da Igor-Norbert Feher. C'è un appello al killer in fuga ma anche parole molto sentite per ricordare la figura di Verri e il suo impegno civile, rivolte ai parenti e all'intera comunità che lo conosceva bena

OSPITAL MONACALE. «Riscopri la tua umanità e non permettere che la tua mano e il tuo cuore siano più alzati contro altri esseri umani. Che il signore converta il tuo cuore». Con queste parole don Massimo Manservigi è arrivato dritto al cuore dei pochi parenti e amici che ieri mattina si sono stretti tra i banchi della piccola chiesa di Ospital Monacale, dove sono stati celebrati in forma privata i funerali di Valerio Verri, guardia ambientale uccisa l’8 aprile dal serbo Norbert Feher, detto Igor. «A colui che ha arrecato questa morte innocente chiediamo di deporre le armi e di consegnarsi alla giustizia umana nel timore di quella divina». Sospiri, lacrime e tanta rabbia in un momento in cui la fede aiuta ma non può forse dare riposte. Valerio Verri non c’è più, questa al momento è l’unica verità. Il dolore composto della moglie e dei due figli raccontano più di mille parole la vita del volontario, «Un cittadino modello, con un impegno civile forte», le parole del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, presente alla cerimonia funebre.

I fiori per Verri alla Festa della polizia Commozione e un minuto di silenzio in onore di Valerio Verri, ucciso da Igor/Ezechiele nel Mezzano sabato scorso. Alla festa della polizia hanno preso parte anche le Guardie zoofile volontarie, di cui Verri faceva parte: sulla sedia destinata a lui, che avrebbe dovuto essere premiato, diversi mazzi di fiori. Video di Federico Vecchiatini. LEGGI L'ARTICOLO

Ad accogliere il carro funebre centinaia di persone ferme ai lati della strada provinciale così come lungo il viale che dalla stessa porta al sagrato. Le divise gialle della protezione civile, quelle verde scuro della polizia provinciale e dei diversi volontari della vigilanza, come anche tutte le divise delle forze dell’ordine e il tricolore sulle fasce degli amministratori.


C’erano tutti, ma soprattutto c’era la gente comune. Gli amici, i conoscenti, i civici di casa o anche solo chi ha avuto modo di conoscerlo negli anni con una stretta di mano veloce. Spalla vicino a spalla per tutta la mattina, hanno condiviso ricordi, dolore e incredulità.


Il figlio di Valerio Verri si è fermato davanti alla porta della chiesa ed ha accolto con il cuore ogni singolo abbraccio, nascosto dietro gli occhiali da sole cercando lui le parole giuste per gli altri. «Stai vicino a tua mamma», si raccomanda una signora bionda mentre tiene per mano una donna anziana con lo sguardo segnato dal dolore. «Non so cosa dirti...», sussurra un uomo in lacrime «era un uomo eccezionale». Dal cancello sul lato vengono fatti entrare i parenti più stretti e le porte della chiesa si chiudono dietro alla bara di legno chiaro arricchita da quattro rose rosse.

Tuscania, armi spianate e spostamenti in gruppo alla ricerca di Igor Strade polverose e campagne, fabbricati dismessi, si muovono in gruppo con le armi spianate. Sono i militari del reparto Tuscania mentre perlustrano i luoghi dove potrebbe nascondersi Igor il russo/Norbert Feher, ricercato per due omicini nel bolognese e nel ferrarese. Il video è di Filippo RubinLEGGI L'ARTICOLO

«Dal punto di vista di Dio non esiste alcuna forma di sofferenza umana che non possa essere compresa - consola don Massimo - perché anche suo figlio ha vissuto tutte le forme della stessa. E non dobbiamo fermarci al momento della Passione perché c’è la Resurrezione. È vero che non esiste un automatismo nel cuore di Gesù ma una volta che si saranno asciugate le lacrime non dobbiamo dimenticare la promessa che il Signore ci ha fatto con la Resurrezione: ci possiamo tutti ricongiungere e torneremo a salutare il nostro fratello Valerio».
Infine «Ognuno di noi è pronto nel momento in cui nella sua vita sta facendo le cose che valgono. E lui è stato chiamato, purtroppo, nel momento in cui stava facendo la cosa che amava di più. Era un uomo di grandi valori sia umani che sociali come anche religiosi che non era mai rimasto con la mani in mano, sempre attivo nelle cose in cui credeva».


Valerio Verri è e resterà un esempio di vita: una persona che ha saputo darsi agli altri, anche quando gli altri non osavano chiedere.

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