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Ferrara, il divieto che divide baristi e cittadini

In zona Gad c'è chi considera l'ordinanza sulle bevande alcoliche relativa alle ore notturne eccessiva. Ma la maggioranza degli intervistati è d'accordo con il sindaco

 FERRARA. L’ordinanza del sindaco Tiziano Tagliani che vieta il consumo di bevande alcoliche nel perimetro disegnato dalla stessa disposizione (pezzo a lato), divide i baristi e i cittadini che ieri abbiamo incontrato nella zona Gad (Giardino-Arianuova-Doro) quella maggiormente interessata dalla nuova norma. Nel cuore di questo quartiere - (dove non sono mancati momenti di tensione tra residenti, extracomunitari ed italiani) -, al bar della stazione ferroviaria c’è ad esempio una barista che si dice contraria al provvedimento.

E così motiva la sua contrarietà: «Semplicemente non lo trovo giusto - spiega - perché credo che se un cliente vuole prendere una bevanda alcolica, debba avere il diritto di gustarsela dove vuole, anche al di fuori del locale. Ma capisco le ragioni del provvedimento».

La barista, va detto, è in netta minoranza. Perché -(numeri alla mano) - coloro che sono d’accordo con l’ordinanza del sindaco Tagliani prevalgono nettamente. «Io la trovo giusta - dice nel suo italiano così così Alì, commentando la ordinanza. Alì gestisce un negozio specializzato nel tradizionale kebab (il kebab è un piatto, a base di carne, tipico della cucina turca), - è una legge che mi trova d’accordo. Io peraltro non servo, né vendo, bevande alcoliche - taglia corto l’esercente - quindi il problema mi riguarda poco, se non per niente».

Difficile avere un parere al bar Fiorella dove i titolari sono cinesi. Ma capiscono il senso della domanda, e annuiscono. Ma ci vengono in soccorso numerosi residenti che abitano nella zona: «Io trovo la disposizione del sindaco giustissima - ci dice una signora che assieme al marito sta facendo una passeggiata dalla parte opposta rispetto alla stazione dei treni - , è doveroso che un Comune ponga dei limiti soprattutto qui, in una zona un po’ turbolenta come questa».

«È giusto il provvedimento del sindaco - dice un altro residente, in questo caso un uomo di mezza età che risiede nella vicina via Cesare Battisti - , io vivo qui da 30 anni e posso dire che la situazione è sempre andata peggiorando. Occorrono misure drastiche. Va bene l’integrazione degli stranieri che fanno le brave persone, che lavorano, che non disturbano, ma io dico no a quelli che vengono qui soltanto per rubare». «Non diamo la colpa solo agli stranieri - dice una ragazza che fa jogging - , perché ci sono anche molti italiani che si comportano male». Ci dice il suo nome? No grazie.

Mentre ci accingiamo a raccogliere qualche dichiarazione in piazzale Castellina, dietro al bar Fiorella, notiamo una pattuglia dei carabinieri che passa per controllare la zona, soprattutto il varco che collega piazzale Stazione a piazzale Castellina, spesso teatro di momenti di tensione tra italiani ed extracomunitari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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