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Darsena, progetto dimenticato 

Si attende il piano lavori della Regione. Intanto l’area è diventata rifugio di senzatetto e profughi

La Darsena dimenticata, nessuna barca e abbandono Questo video scova gli angoli dimenticati della Darsena di San Paolo, con giacigli improvvisati per irregolari, sporcizia, erba alta, poche dita d'acqua nel bacino insabbiato. Nessuna barca dopo lo spostamento del Sebastian Pub, che doveva dare il via ad un recupero ancora sulla carta LEGGI L'ARTICOLO

FERRARA. La darsena di Ferrara: bella, verrebbe da dire. Anzi, bellissima. Se non fosse che per vederla nel suo splendore bisognerà aspettare ancora un po’ di tempo. Quanto? Non si sa. E non lo sanno nemmeno gli enti e le istituzioni che avrebbero il diritto/dovere di fare questi lavori. Visto che, come al solito, le competenze sono distribuite su vari enti, appunto. Ma non tutto è perduto. Perché con un po’ di pazienza la suggestione del Po di Volano, il Tevere di Ferrara, alla fine potrebbe anche spuntarla. Insomma, a 6 mesi dallo spostamento della barca/pizzeria Sebastian (che sembrava bloccare ogni intervento), ancora nulla si è mosso. La sensazione, dopo una visita effettuata ieri in loco, è che, prima di poter fotografare la nuova darsena di Ferrara bisognerà attendere. Quanto, non si sa.

La Regione deve difatti ancora presentare il progetto iniziale, quello che dovrebbe riguardare il dragaggio del Po di Volano per consentire alle imbarcazione di avere il pescaggio sufficiente. Arriverà, prima o poi. Quello che è certo è che Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara e presidente della Provincia, si è più volte dichiarato favorevole a veder partire i lavori di dragaggio per quanto riguarda la parte ferrarese del Po di Volano. Sta di fatto che questi benedetti lavori non sono ancora iniziati. Il progetto è della Regione Emilia-Romagna, mentre il finanziamento è già stato stanziato dallo Stato grazie anche all’impegno economico sostenuto dall’Unione Europea. L’ente attuatore e che comunque, come ricordato, deve presentare il progetto, è la Regione. Ma non si tratterà di un unico progetto in quanto dopo il dragaggio si dovranno, ad esempio, sistemare i ponti, e così via.

Fino al completamento della Idrovia. I lavori dovrebbero essere affidati all’Agenzia sicurezza del territorio e protezione civile. Claudio Miccoli, responsabile dell’area Reno-Po di Volano della stessa agenzia, fornisce qualche informazione sullo stato dell'arte. I lavori che riguardano la darsena sono legati al più ampio pacchetto di interventi legati alla grande opera denominata Idrovia Ferrarese, quello che dovrebbe diventare il collegamento tra Ferrara e il mare Adriatico.

Per quanto riguarda i lavori da eseguire nella cosiddetta parte a secco della darsena, è il Comune di Ferrara, ente proprietario, che deve intervenire. Si attende il bando periferie del Governo sul quale Ferrara ha candidato il recupero dell’ex Mof e (appunto) la darsena, per un totale di 18 milioni. L’area non è più gestita da Assonautica e, a parte il taglio dell’erba di tanto in tanto, nessuno interviene. E le conseguenze sono visibili. In questo caso non si può parlare di vero e proprio degrado, ma certo la condizione di questa parte di darsena non è delle migliori. Erba alta, giacigli di fortuna, ricettacoli di vario genere, qualche vestito abbandonato qua e là, e la testimonianza del proprietario di una nota nave ottenuta grazie ad alcune modifiche apportate ad uno storico vaporetto veneziano restaurato, oggi attraccata nella darsena di San Paolo. Testimonianza non unica, la sua. E che, assieme alle altre, fa riferimento a qualche profugo che di notte entra nell’area verde per dormire, all’erba che mostra segni del passaggio dell’uomo e alle parti legate alla darsena (all’attracco delle imbarcazioni) che sono “ferme”.
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