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Lo stop dei voucher obbliga la spiaggia a cercare alternative 

Ai Lidi datori di lavori in crisi sulle assunzioni nel weekend. «Il timore è che diventi vana la lotta al lavoro nero»

LIDO ESTENSI. Il 90% degli stagionali chiamati per prestazioni giornaliere o settimanali (e sono davvero un numero importante sui Lidi) veniva pagato con i voucher. E adesso? «Adesso è un bel pasticcio - spiega Luca Callegarini della Confesercenti - perché le alternative costano troppo e al momento non esistono strumenti alternativi».

E aggiunge, «che i voucher non siano stati utilizzati da qualcuno nel modo giusto è oggettivamente vero, come è vero che sempre qualcuno ha fatto il furbo tenendone un tot in cassa pronti per eventuali controlli. Ma è anche vero che in generale parliamo di gente onesta e di datori di lavoro che hanno voglia e necessità di mettere in regola i dipendenti». In generale, il maggior numeri di dipendenti sono assunti per tutta la stagione con contratti a tempo determinato che vanno dai tre a si sei mesi. «Il problema resta per coloro che vengono chiamati solo nel fine settimana, quando i Bagni hanno necessità di raddoppiare il personale e il timore è che ci si arrenda si rischi pagando in nero, cosa che non deve avvenire». Al momento la forma contrattuale più vicina all’occasionalità determinata dai voucher è il lavoro intermittente o a chiamata.

Caratteristica principale è l’alternarsi di fasi in cui non vi è effettiva prestazione lavorativa ma semplice attesa della chiamata da parte del datore di lavoro e fasi in cui vi è effettiva prestazione di lavoro. Il datore di lavoro, nel richiedere la prestazione lavorativa, dovrà rispettare comunque il preavviso formalizzato nel contratto di lavoro, il quale, in ogni caso, non può essere inferiore ad un giorno.

Esiste anche il part-time (sia di tipo orizzontale o verticale) dove il lavoratore ha la sicurezza di svolgere la prestazione e di ricevere la retribuzione, mentre nel lavoro intermittente è incerto lo stesso svolgimento della prestazione lavorativa, in quanto il datore di lavoro ha la facoltà discrezionale di richiederne l’effettuazione in funzione delle esigenze produttive e dell’organizzazione aziendale, ben potendo non chiamare affatto il lavoratore.

«Sono però tutti contratti che comunque hanno costi alti per un sola giornata - continua Callegarini - ed è per questo che stiamo lavorando per trovare soluzioni alternative. La lotta al lavoro nero è andata avanti per anni, il timore è che si torni al passato e il nostro appello in questo momento è di non mollare, di continuare lavorare nel rispetto delle regole».
 

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