Quotidiani locali

I cantieri per migliorare gli impianti della bonifica 

Lavori per realizzare casse di espansione per ridurre le inefficienze della rete  Il presidente Dalle Vacche: stiamo ampliando prelievo e distribuzione dell’acqua

«La pratica irrigua – spiega il presidente del Consorzio ferrarese di bonifica Dalle Vacche - rappresenta un aspetto della bonifica di fondamentale importanza per l’economia agricola del territorio ferrarese. Per ampliarne gli effetti, sono state costruite, specie in tempi recenti, numerose e consistenti opere sia per il prelievo che per la distribuzione delle acque».
L’acqua irrigua che alimenta la provincia di Ferrara viene derivata quasi interamente dal fiume Po. I più importanti punti di prelievo sono costituiti dall’impianto Pilastresi, gestito dal Consorzio della Bonifica Burana, che può derivare una portata massima di concessione di 47 mc/s di cui 44 mc/s per il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara e 3 mc/s per il Consorzio della Bonifica Burana; una quota di 8 mc/s dei 44 mc/s complessivi sono derivabili presso il nuovo impianto di Pontelagoscuro abbinato alla nuova Conca di Navigazione ed infine dall’impianto Palantone, gestito dal Consorzio per il Canale Emiliano-Romagnolo, che destina al Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara una quota di 5,9 mc/s della sua portata massima di concessione di 68 mc/s.
Per questo motivo Il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara ha organizzato l'annuale visita agli impianti dedicata ad amministratori del territorio ferrarese, primo fra tutti il Prefetto Michele Tortora, alle strutture dell'alto ferrarese “sconfinando” in territorio gestito dal Consorzio di Burana limitatamente alla porzione del Comune di Bondeno dove sorge l'Impianto Pilastresi.
Il sisma del 20 e 29 Maggio 2012 ha provocato gravi danni alle strutture del Consorzio della Bonifica Burana. In particolare sono stati colpiti impianti idrovori, impianti irrigui, magazzini di servizio, abitazioni di servizio, arginature dei canali principali. Il Consorzio grazie alle Ordinanze della Regione Emilia Romagna ha immediatamente provveduto alle opere provvisionali per garantire lo scolo e l’irrigazione; l’opera di ricostruzione sta proseguendo ancora oggi a distanza di cinque anni dal sisma per investimenti pari a circa 2milioni e 400mila euro. Le strutture - sottolineano i tecnici del Burana - erano comunque già funzionanti all'indomani del terremoto».
«Altro esempio di intervento di miglioramento all’efficienza idraulica del territorio visitato dagli amministratori è la tanto attesa creazione della “Cassa di Laminazione di Cento” nei pressi di Corporeno. La scelta progettuale – spiegano i tecnici del Consorzio - è quella di realizzare volumi di invaso capaci di contenere temporaneamente parte delle acque di pioggia in occasione di eventi gravosi, per poi rilasciarle in maniera differita nel tempo alla rete di scolo esistente. La realizzazione di casse d’espansione consente di ridurre le inefficienze della rete di scolo, senza bisogno di intervenire su canali che sono oggi nel centese completamente integrati nel tessuto urbano. I volumi realizzati saranno due distinti: uno a monte costituito da una vasca interrata di dimensioni relativamente piccole (circa 8.000 mc) per far fronte ad eventi intensi di breve durata; una cassa a cielo aperto più a valle, (d’ora in avanti denominata “Ponte Alto”) che occuperà una superficie di circa 7,2 ettari e avrà una valenza plurima, ospitando un’area di rinaturalizzazione dell’ambiente prettamente agricolo oggi presente e mantenendosi a servizio anche dello Scolo Reno Canale e, in caso di necessità e di opportunità, del Canale di Cento».
Lauro Casoni

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