Quotidiani locali

LO SFOGO-CONFESSIONE DI lara mazzonI 

Offese, parolacce e violenze. «Volevo che lui stesse zitto»

Dal punto investigativo il caso è ormai chiuso: nel fascicolo per l’omicidio volontario di Mirko Barioni di cui è accusata la compagna Lara Mazzoni, i carabinieri di Copparo e del reparto...

Dal punto investigativo il caso è ormai chiuso: nel fascicolo per l’omicidio volontario di Mirko Barioni di cui è accusata la compagna Lara Mazzoni, i carabinieri di Copparo e del reparto investigativo hanno raccolto tutti i riscontri sui rilievi, gli interrogatori di tutte le persone ascoltate in questi giorni dopo il delitto, mentre sul tavolo della pm Isabella Cavallari dovrà arrivare la relazione finale dell’autopsia. Un esame che ha già “parlato”, indicando tre fendenti della donna sul compagno e uno di questi quello mortale: tre colpi, uno all’esterno del braccio (ferita difensiva dell’uomo che si protegge), uno alle spalle e uno sotto la clavicola che ha reciso l’aorta provocando la morte di Barioni. Aspetti medico legali importanti che tuttavia non danno una fotografia diversa dell’omicidio: un omicidio d’impeto, tanto che spiegavano nei giorni scorsi i difensori della Mazzoni, lei dopo averlo accoltellato credeva di averlo solo ferito. La causa scatenante? Dalla ricostruzione degli atti e dei difensori, emerge un fatto banalissimo: «Voleva solo che lui non parlasse più, stesse zitto». Dopo il viaggio di ritorno dal mare con tutta la famigliola, con la Mazzoni alla guida e Barioni al suo fianco, i due avevano litigato in contiuazione. Lui l’aveva offesa pesantemente, colpita e sbattuta contro l’auto. Una volta a casa, offese e parolacce erano continuate, poi la scena si sposta all’esterno e lui continua a parlare : «Volevo che stesse zitto» ha detto lei ripetutamente. E lo ha fatto andando in cucina prendendo un coltellaccio, sappiamo come l’ha usato. E dopo l’omicidio l’arresto. Mentre Lara Mazzoni si trova da martedì ai domiciliari, nella casa della zia, assieme alle due figlie, la piccola di 3 anni e l’altra 15enne. Se le attività dei carabinieri che hanno valutato negli atti attenuanti e aggravanti di questo rapporto turbolento (tanti i testi ascoltati, tra cui la figlia grande per ricostruire il rapporto tra i genitori) sono pressochè concluse, iniziano invece le indagini “difensive” dei legali delle due parti, studio Anselmo per Lara Mazzoni ed Eugenio Gallerani per la famiglia Barioni. Attività che dovranno mettere in luce i tanti aspetti del rapporto tra i due, le figure di lei e soprattutto di lui, non come è stato indicato - spiega il legale - dalle cronache di questi giorni. Indagini che dovranno spiegare cosa realmente abbia portato Lara Mazzoni a uccidere il compagno che in realtà era un ex: la relazione era interrotta da tempo, lui non abitava con lei e le figlie, che andava a trovare una volta la settimana. Come il weekend scorso.



TrovaRistorante

a Ferrara Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon