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torna d’attualità un appello del 2015 

Spuntano 4 medici no–vax Zamorani (Radicali) li sfida

Una sfida ai medici no–vax. «ma anche ai forse sì forse no no-vax, agli incerti-vax e simili». La lancia Mario Zamorani, leader radicale, che nel dibattito in corso si schiera decisamente a favore...

Una sfida ai medici no–vax. «ma anche ai forse sì forse no no-vax, agli incerti-vax e simili». La lancia Mario Zamorani, leader radicale, che nel dibattito in corso si schiera decisamente a favore delle vaccinazioni obbligatorie e lancia «il guanto di sfida per un pubblico dibattito» a chi la pensa in maniera contraria. Tra questi ultimi Zamorani annovera anche i firmatari di una lettera aperta all’istituto superiore di Sanità, nella quale «si fa esplicito riferimento ai dubbi sull’uso dei vaccini: ecco un passo della lettera “dopo un’osservazione minuziosa e prolungata nel tempo di bambini vaccinati e non vaccinati, questi ultimi appaiono indubbiamente e globalmente più sani”». Il leader radicale si rivolge in particolare ai «quattro medici ferraresi» che hanno firmato, assieme ad altri 146 colleghi, la lettera, che risale al 2015 ma è tornata di recente all’attenzione degli Ordini regionali dei medici, dopo le sollecitazioni a contrastare i no-vax da parte del governo.

È recente, ad esempio, un esposto all’Ordine di Milano per aprire un’istruttoria sui contenute della lettera: in teoria i firmatari potrebbero rischiare anche la radiazione, ma le prime mosse del presidente lombardo sono state molto caute.

I quattro ferraresi (una radiologa ospedaliera, due pediatri e un urologo-andrologo) hanno sottoscritto, a suo tempo, concetti di questo genere: «Questi 35-40 anni di pratica medica specialistica accanto al bambino malato, non frettolosa ma fatta di osservazione e di ascolto, di considerazione di quello che lui ci comunica e subliminale e di quello che i genitori raccontano, ci ha aperto gli occhi sulla realtà delle reazioni avverse causate dalle vaccinazioni pediatriche»; «ci riferiamo a quella parte molto più numerosa di effetti indesiderati che sembrano essere collaterali alla pratica vaccinale e che sono frutto di un’alterazione immunitaria tutt’altro che irrilevante per il neonato»; «notiamo che dopo le vaccinazioni molti bambini regrediscono di alcune abilità prima acquisite (a testimonianza che c’è irritazione a livello del sistema nervoso centrale». E la conclusione è «nelle attuali condizioni socio-sanitarie del Paese, non sembra essere assolutamente né necessario né urgente ricorrere alle vaccinazioni di massa».

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