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Stop ai treni, il sindaco Marchi: i numeri sono impietosi

DOGATO. Sono diversi gli interrogativi posti sul futuro della travagliatissima linea ferroviaria Portomaggiore-Dogato, su cui da domenica non circolano più i treni.

«Una riflessione va sicuramente fatta - spiega Andrea Marchi, sindaco di Ostellato - perché i numeri sono impietosi». Infatti Fer ha deciso lo stop dei convogli, rilevando che l’utenza non ha risposto. I convogli sono risultati molto spesso deserti o semi vuoti, anche se l’azienda aveva teoricamente individuato l’organizzazione dei viaggi (durata complessiva 16 minuti) nelle fasce orarie ritenute più fruibili dai pendolari.

La Portomaggiore-Dogato è entrata in attività tra lo scorso autunno e lo scorso inverno, quando sono iniziati a circolare i primi convogli passeggeri sugli oltre tredici chilometri di binari. Un via tra l’altro arrivato dopo quasi vent’anni di lunga attesa visto che i lavori e i primi investimenti per quest’infrastruttura iniziarono nell’ormai lontano 1999.

Il nuovo tratto ferroviario, avrebbe dovuto consentire anche il collegamento tra le linee Ferrara-Codigoro, Bologna-Portomaggiore e Ferrara-Ravenna. Ma la linea non ha evidentemente prodotto i frutti attesi e ora ci si interroga su quello che potrà riservare il futuro, interrogativi arrivati anche in Regione con un’interrogazione di Alan Fabbri (Lega Nord). Di certo c’è – a oggi – che dalle otto corse quotidiane attivate (quattro di andata e quattro di ritorno) si è passati a zero.

«È chiaro che ora un pensiero su questa linea deve essere portato avanti - ribadisce Marchi - come però dovevano essere fatte queste prove dei mesi precedenti, per avere delle risposte certe e un quadro più significativo sulla ferrovia».
 

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