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LA DOMENICA

IL TRENO CHE BRUCIA MILIONI

Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara sul servizio ferroviario Dogato-Portomaggiore inaugurato otto mesi fa ed ora già fermo

FERRARA. Diciassette anni e quindici milioni di euro per veder passare il primo treno sulla Dogato Portomaggiore e la concreta possibilità che sia già stato instradato su un binario morto. A distanza di otto mesi dal debutto, il servizio è fermo: ufficialmente sospeso per l’estate, ma senza alcuna garanzia che riparta alla riapertura delle scuole, con l’orario invernale. Anzi. Anche gli amministratori che avevano salutato il viaggio inaugurale sbracciandosi, si fanno poche illusioni, quasi la danno per persa. Persa l’opportunità, bruciate le risorse.


La linea è una bretella tra la Ferrara – Codigoro e il nodo di Portomaggiore, in gran parte realizzata tra il 1999 e il 2003 e portata a termine solo lo scorso anno con un sussulto da parte di Fer come collegamento tra il Basso Ferrarese e Bologna, ma con la necessità per i viaggiatori di effettuare almeno un cambio. Tredici chilometri di strada ferrata con una fermata intermedia, quella del Verginese, lungo i quali dal 3 ottobre un convoglio ha fatto la spola quattro volte al giorno. Ad orario studiato per i pendolari, ma senza mai raccogliere che sparuti viaggiatori.


I numeri appaiono impietosi. I costi di esercizio sono dell’ordine delle centinaia di migliaia di euro a stagione, ma i biglietti non hanno portato in cassa che pochi spicci al giorno. Se non vi fossero la possibilità (remota) di un intervento politico e un problema di immagine, se fosse solo una questione di convenienza, la partita sarebbe già chiusa e la linea abbandonata. L’azienda ha invece fatto filtrare che è in corso una serie di valutazioni per decidere se e come proseguire. Ne prendiamo atto. Pure vorremmo sapere dei conti fatti in precedenza, quelli che hanno portato alla decisione di realizzare la linea e, molto più di recente, alla scelta di investire un altro milione per completarla. È mancata un’analisi dei bisogni e di mercato o è stata clamorosamente sbagliata?
Buona domenica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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