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«Topi e schiamazzi: qui non si vive più»

Due famiglie di Marrara disperate a causa dei vicini «Non possiamo neanche stare in cortile, il Comune ci aiuti»

MARRARA. Nel video, «girato alle cinque del pomeriggio», grossi topi scorrazzano nel cortile; almeno tre ratti vanno e vengono senza mostrarsi spaventati dalla presenza umana, perfettamente a loro agio in un luogo in cui, con tutta evidenza, stanno benissimo senza disturbo alcuno.

Lo stesso non si può dire per i residenti che abitano la villetta bifamiliare confinante con quella fin troppo animata proprietà. Per loro il diritto alla quiete è diventato un miraggio, tra schiamazzi a tutte le ore e bestiacce a piede libero. Lo scrivono nero su bianco, in una lettera inviata al Comune e all’Asp di Ferrara, nella quale chiedono che vengano presi provvedimenti per risolvere al più presto una situazione diventata intollerabile.

«Topi e schiamazzi: qui non si vive più» Due famiglie di Marrara disperate a causa dei vicini. «Non possiamo neanche stare in cortile, il Comune ci aiuti». Tra i motivi delle lamentele, oltre ai topi, c'è anche un pollaio maleodorante. (video di Filippo Rubin) LEGGI L'ARTICOLO


Siamo a Marrara, in via Del Vescovo, dove due famiglie sono arrivate alla disperazione da quando, quattro anni fa, in una casetta di legno confinante con la loro abitazione si è insediata una famiglia straniera, una coppia con figli piccoli. La terra, scrivono nella lettera, «è di proprietà del Comune e in gestione ad Asp di Ferrara». Prima in quella casa ci vivevano madre e figlio, lui con problemi di salute, con i quali i rapporti erano buoni. La morte della donna ha determinato il trasferimento del figlio in un appartamento, e l’arrivo della famiglia immigrata. «Da allora abbiamo smesso di avere pace. Sono persone molto chiassose, e fanno schiamazzi senza rispettare le ore del riposo notturno e pomeridiano, tra musica a tutto volume, voci alte e attività rumorose, tutto sotto le nostre finestre».

A peggiorare il tutto, la presenza di un pollaio con galli che cantano continuamente e spesso sconfinano volando nel loro cortile. Il pollaio, continuano, è mal tenuto e maleodorante, tempo fa c’era pure un cane che contribuiva abbaiando, ma «fortunatamente è stato salvato dall’intervento della protezione animali».

Il culmine è arrivato con la comparsa dei topi, sempre più grossi e numerosi, attirati dal cibo lasciato per terra. Uno scempio che le due esasperate famiglie hanno documentato filmando la “merenda” dei roditori in pieno giorno.

«Ho una bambina di sette anni, e non mi sento tranquilla a lasciarla uscire in giardino a giocare. Siamo venuti ad abitare qui nel 1989, ma da quattro anni la nostra non è vita. Dormiamo pochissime ore a notte, e non ce la facciamo più. Come cittadini stiamo subendo una grossa ingiustizia, perché pur ottemperando ai nostri doveri non possiamo usufruire dei diritti che ci spettano», si sfoga una delle residenti. I tentativi di risolvere il problema parlando con i vicini molesti non è servito. Anzi, «diverse volte a fronte delle nostre richieste ci hanno risposto che a casa loro possono fare quello che vogliono, e che pretendono di non voler più essere disturbati da noi». Il nucleo, peraltro, si è pure ingrossato, perché alla famigliola iniziale si sono uniti altri ospiti, «almeno sei o sette persone, tra cui bambini piccoli».

L’ultima novità è la realizzazione in cortile di una sorta di pozzo artesiano «dove bevono e si lavano nell’acqua rossa, uscendo di casa nudi». Le lamentele in Comune hanno indotto, raccontano, a una deratizzazione: «Ma l’intervento è stato fatto solo nei nostri giardini, perché ci hanno spiegato che quella dei vicini è proprietà privata e non possono entrare. La nostra lettera a Comune e Asp ancora non ha ricevuto risposta, e non sappiamo più cosa fare. È necessario che qualcuno ci aiuti».

Alessandra Mura
 

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