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L’Unione fa i conti e punta a ottenere le quote non versate

Terre e Fiumi, consiglio riunito. Perelli: un parere legale per avere da Jolanda una restituzione immediata dei soldi 

COPPARO. Mercoledì nel consiglio dell'Unione Terre e Fiumi, serata dedicata alle variazioni di bilancio e, per una cospicua parte della serata alla discussione sullo stato dell'Unione, sul suo futuro e sulla situazione dopo l'uscita di Jolanda.

In apertura, la presidente Laura Perelli ha dato lettura della dichiarazione di uscita votata dal consiglio di Jolanda. È stato ricordato che il consiglio perderà i consiglieri di Jolanda e il suo assessore. Poi si è discusso l'ordine del giorno riguardante l'attività dell'Unione, posponendo alla seconda parte della seduta il discorso più politico ed organizzativo. In quest’ambito il sindaco Rossi ha considerato offensive le dichiarazioni su di una Unione nata come speculazione economica da parte di Pavani.

Luana Veronese ha sostenuto le scelte di Jolanda e il centrodestra ha stigmatizzato il fatto che non si punti alla fusione. Disapprovazione bipartisan, per la scelta di fissare in contemporanea il consiglio comunale di iolanda, per la seconda volta consecutiva, e forte disapprovazione per un post su facebook del sindaco Trombin poco prima del consiglio. Interventi anche di Briscagli e della consigliera jolandina Pezzoli, che ha criticato incisivamente l'operato della Trombin sia come sindaco sia come assessore dell'Unione.

Molto spazio per Eric Zaghini, assessore al bilancio, che ha spiegato come l'uscita di Jolanda, al momento non sia da considerare «in assoluto un evento negativo, se non per il significato politico». Zaghini ha spiegato la genesi dell'uscita di Jolanda («un grave e pesante errore sul calcolo dell'Imu e la scelta di rientrare dei 900mila euro di sbilancio non pagando le quote dell'Unione, nel tentativo di recuperare in fretta») e ha illustrato la situazione, ricordando che l'uscita di Jolanda comporta l'8% in meno di quote (quelle legate al comune) in entrata, ma anche una serie di spese in meno per i servizi.

Servizi, come ha ricordato con sottile perfidia Zaghini, ultimamente non erano stati pagati. L'idea di base, comunque, è che l'Unione serve, e molto alla sopravvivenza dei Comuni, che va seguita la strada e si deve continuare a realizzare servizi associati, dato che l'alternativa è quasi sempre la impossibilità di fornirli. Ancor più incisivamente, Zaghini ha ricordato come Capa e anche il nuovo insediamento produttivo a Jolanda abbiano beneficiato delle scelte dell'Unione, che ha consentito delle deroghe. In pratica si deve tener conto che ci saranno meno introiti e meno spese e sarà necessario riequilibrare, se necessario, la situazione.

Zaghini ha poi rivolto un sincero augurio ai cittadini di Jolanda di Savoia, per i servizi a cui potranno accedere in futuro. Infine, il presidente Laura Perelli ha chiarito che i dipendenti dell'Unione non debbono necessariamente essere rimandati a Jolanda (l'Unione può trattenerli), e che non ci sono tempi fissati di restituzione per le quote non versate, ma che probabilmente si chiederà un parere legale sulla possibilità di ottenere una restituzione immediata.

Alessandro Bassi

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