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Buco di bilancio, si pensa alla vendita di azioni Hera

Portomaggiore, il Comune ne ha 200mila e incasserebbe 500mila euro Nel consiglio del 7 agosto il sindaco illustrerà alcuni punti del piano di rientro 

PORTOMAGGIORE. Nel consiglio comunale programmato per lunedì 7 agosto verrà affrontata la questione relativa al buco di bilancio. Il sindaco e la sua giunta con il supporto del settore Finanza vi sta nno lavorando alacremente. Il Comune portuense sta cercando di trovare una soluzione per rimediare al buco di bilancio che ammonta a 3,7milioni di euro su un bilancio complessivo di 10milioni di euro. Una soluzione emersa negli ultimi giorni prevede la vendita di azioni Hera, il Comune ne ha 200mila che porterebbe 500mila euro nelle esausti casse comunali portuensi. Il primo cittadino attende di conoscere numeri e cifre precise sui quali sta lavorando alacremente Cristina Zandonini, la dirigente giunta in comando parziale dal Comune di Comacchio in luogo di Marina Zeccoli la quale era stata incaricata della direzione del settore per un periodo di tre anni, fino al 21 novembre 2019 che il 26 aprile scorso ha rassegnatole dimissioni. La Zandonini si è insediata il 6 luglio e rimarrà a Portomaggiore fino alla fine di ottobre. Due le correnti di pensiero sul piano di rientro. Alcuni assessori vorrebbero che il piano venisse spalmato su tre anni altri invece in un arco temporale di dieci anni. L’ultima parola spetterà al sindaco il quale prima di esprimersi attende di avere sotto mano i numeri precisi che la dirigente a comando Zandonini gli sottoporrà. Si dovrà stringere la cinghia e non poco. Non basterà tagliare i contributi ad enti, associazioni, all’Antica Fiera ma occorrerà agire con il bisturi. I lavori nella piscina e nel centro sportivo potrebbero essere congelati, mentre viene escluso l’aumento di servizi e tariffe varie. Alcune opere, godendo di contributi regionali andranno avanti, vedi le scuole. Si lavora su un piano di dismissione di immobili. Attualmente il Comune detiene la proprietà delle ex scuole medie di via Roma, l’ex Omni, la palazzina di via Giordano Bruno dove trovava sede il giudice di pace, il palazzo che ospitava l’ufficio delle Entrate, le ex scuole di Ripapersico e un terreno dietro le scuole di via Roma. Per queste dismissioni servirà tempo mentre il Comune ha molta fretta. Negli anni scorsi la Corte dei Conti aveva effettuato un paio di rilievi riguardanti bilanci di annualità passate che avevano comportato un piano di rientro per oltre due milioni di euro. A seguito dell’attività del consulente Alessandro Caravita sono emerse situazioni di poste di bilancio mantenendo in entrate crediti che non dovevano esserci, per un ammontare di circa 5 milioni, divisi in 2 milioni di investimenti e 3 di parte corrente. Di fatto, una situazione analoga a quella rilevata dalla Corte dei Conti, ma riferite ad altre tipologie di entrate.

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