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Caso profughi, la testimonianza della Casa Famiglia Airone: "I controlli? Ben vengano"

Il gestore Angelo Bruno Lucio: "Le nostre ragazze sono educate e tenute occupate tutto il giorno. E' giusto tenere monitorate queste strutture e segnalare chi lavora male"

Caso profughi a Codigoro: "I controlli? Ben vengano" La testimonianza del dottor Bruno Lucio, gestore insieme alla moglie Anna Maria Duffini della casa Famiglia Airone. E' lì che avevano trovato rifugio, un anno fa, alcune ragazze scacciate da Gorino. E sulla provocazione della sindaca Pd Alice Zanardi afferma: "Giusto tenere monitorate le strutture e segnalare chi lavora male"LEGGI L'ARTICOLO

CODIGORO. La questione dell’ospitalità ai migranti nel Comune di Codigoro, che attualmente conta un gruppo di 115 unità distribuite in cinque strutture variamente modulate per una diversa accoglienza numerica, continua a tenere banco anche se con meno clamore mediatico rispetto ai giorni precedenti, quando il caso era diventato di interesse nazionale. Molta attesa era attribuita agli esiti dell’incontro del direttivo comunale del locale Pd, in programma oggi (10 agosto) alle 21 nella sede del partito di via Roma.

Intanto, con una mossa a sorpresa, nel pomeriggio di martedì è stata convocata in tutta fretta e discretamente una segreteria comunale, quindi con un numero di componenti minore rispetto alla più ampia partecipazione prevista per il direttivo, alla presenza anche del segretario provinciale Pd, Luigi Vitellio. In assenza di dichiarazioni ufficiali da parte del sindaco Alice Zanardi o di altri dirigenti locali del partito, indiscrezioni sull’esito dell’incontro parlano di un Pd codigorese unito e compatto a sostenere le posizioni del primo cittadino sullo scottante tema. E non è dato sapere - perché le bocche dei partecipanti restano allineate alla consegna del silenzio -, se anche l’incontro di stasera vedrà la partecipazione del segretario provinciale Vitellio: secondo la previsione di qualche dirigente non dovrebbe tornare.

Alcume ragazze ospitate nella Casa...
Alcume ragazze ospitate nella Casa Famiglia Airone


Sul caso interviene anche il dottor Angelo Bruno Lucio, che assieme alla moglie Anna Maria Duffini gestisce la casa famiglia Airone di Codigoro (con sedi anche a Massa Fiscaglia e Porto Garibaldi).

«Mi occupavo di case famiglia - spiega -, poi di pronta accoglienza e lo scorso 24 ottobre ho accettato 4 ragazze in arrivo da Gorino e da lì è partita la mia avventura con i profughi. E visto che mia moglie ha lavorato per Camelot siamo stati spinti ad occuparci di questo, specie sul versante ospitalità femminile: ora in 4 strutture gestiamo 18 ospiti, con due donne in stato di gravidanza. Fra l’altro, ci stiamo ampliando perché l’Assp ci propone anche donne con bambini. Abbiamo case famiglia ma sono separate dalle altre strutture di accoglienza».

Il dottor Lucio accentra la sua riflessione su un aspetto fondamentale, la gestione di queste giovani profughe: «Le nostre ragazze sono educate, vanno a scuola e sono occupate tutto il giorno, tengono pulite le case, rispettano le norme della Prefettura con presenza giornaliera nella casa. Appena mancano lo segnaliamo alla Prefettura, infatti due ragazze sono state allontanate. Io la chiamo immigrazione “alla nostra maniera”, ma so che altre strutture si comportano in modo diverso, sbagliando, perché sono esseri umani. Per questo noi diamo loro camere e abiti puliti, cibo fresco e denaro per le piccole necessità».

Tasse a chi ospita migranti, la sindaca di Codigoro: "Non è vendetta contro chi accoglie" "La mia è stata una provocazione, ho semplicemente detto basta". Così la sindaca di Codigoro, Alice Zanardi, ha commentato la sua intenzione di alzare le tasse a chi ospita i profughi. "Ci sono delle quote stabilite", ha proseguito, "e noi le abbiamo superate". "Non so se sia fattibile dal punto di vista legale, ma è una valutazione che sto facendo. Non è una vendetta, ho solo colto il disagio dei miei cittadini. Non posso far finta di nulla"Intervista di Mario De Santis LEGGI L'ARTICOLO


Lucio parla del caos mediatico attorno al sindaco Zanardi: «Quella della maggior tassazione è una provocazione evidente, sa che non può farlo. Riguardo ai controlli ben vengano: le nostre strutture sono pulite e non sovraffollate, si può entrare in qualsiasi momento per verificare la cosa. I controlli devono servire a distinguere chi lavora bene da chi lavora male, inducendo questi ultimi a regolarsi, parliamo di esseri umani. Non si guardi solo all’aspetto economico, che non è altissimo, bisogna mantenere quello che si promette. Alcune delle nostre ragazze ci hanno chiesto di poter lavorare direttamente nelle nostre case famiglie e ci stiamo muovendo su questo fronte. Poi non sono in giro per strada o nei parchi, né di notte perché ci sono controlli frequenti nelle camere. Non vogliamo altre persone perché ci interessano i soldi, vogliamo seguire bene quelle che possiamo seguire. Certo, all’inizio quando arrivarono ci furono dei problemi, le ragazze somale si lavavano con i secchi, due ragazzi dormivano per terra perché non avevano mai visto un letto. Ora capiscono e parlano l’italiano, paghiamo un’insegnante apposta. E c’è solidarietà fra loro. E non dimentichiamo che questa è un’azienda: ho assunto due persone e ne serviranno altre se seguiremo le donne con bambini. È un servizio sociale e, ripeto, ben vengano le parole del sindaco Zanardi se servono ad aumentare i controlli su chi opera in questo settore.

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