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Confagricoltura frena: «Grandi cali di produzione»

La vendemmia anche a Ferrara come nel resto d'Italia arriverà prima, ma non sarà nulla di straordinario né di catastrofico, anzi. In tutta la penisola il caldo e la scarsità di acqua di questa estate...

La vendemmia anche a Ferrara come nel resto d'Italia arriverà prima, ma non sarà nulla di straordinario né di catastrofico, anzi. In tutta la penisola il caldo e la scarsità di acqua di questa estate 2017 fa infatti pronosticare per la raccolta dell’uva, prossima a fine agosto, un anticipo di circa una decina di giorni.

Questo però non ha pregiudicato al momento il livello qualitativo, soprattutto nei circa 60 ettari (dati Istat) di terreno destinati a frutteto della provincia di Ferrara risparmiati dalle grandinate e dalle brinate primaverili che si stima ottimo in tutte le principali aree a vocazione produttiva. In Emilia Romagna la media dell’anticipo dovrebbe essere sui 7-10 giorni.

Molto preoccupata Confagricoltura Emilia Romagna, che parla a livello regionale di un grave calo produttivo. «Stimiamo un calo di produzione anche del 20-30% per i bianchi e del 10-15% per i rossi – avverte il presidente regionale dell’associazione Gianni Tosi – accompagnato da una bassa resa in cantina, nonostante l’elevato standard qualitativo delle uve. La viticoltura di collina sta soffrendo molto e c’è il serio rischio che scompaiano le vigne nel giro di pochi anni, se le istituzioni non garantiranno incentivi per la realizzazione di invasi aziendali».

Confagricoltura Emilia Romagna parla già di una partenza intorno al 7-8 agosto per Chardonnay, Sauvignon Blanc e Pinot, a cui seguiranno Malvasia e Pignoletto, e poi Albana e Trebbiano. Mentre per i rossi partiranno si parla di fine mese.

La vendemmia anticipata servirà anche per contenere l’aumento della gradazione alcolica, accelerata dai picchi di caldo torrido. Si comincia generalmente, in Emilia Romagna, intorno al 7 di agosto con le uve bianche per le basi di spumante (Chardonnay, Sauvignon Blanc e Pinot). Seguono l’Ortrugo, la Malvasia e il Pignoletto, quindi l’Albana e il Trebbiano in Romagna. A fine mese si procederà con i vini rossi (Lambrusco, Merlot, Gutturnio e infine Sangiovese e Cabernet).

«Preoccupano le prime stime dei produttori che – osserva il presidente regionale di Confagricoltura – prevedono un calo di produzione sia per i bianchi che per i rossi accompagnata da una bassa resa in cantina, nonostante ci si aspetti comunque un elevato standard qualitativo delle uve».

L’Emilia Romagna vanta 18 vini Doc, 9 Igt e 2 Docg (Albana di Romagna e Pignoletto classico dei Colli bolognesi). Il 2016 ha segnato, inoltre, un leggero aumento della percentuale di uve destinate alla produzione di vini Doc e Docg, attestandosi rispettivamente al 22,1 per cento e al 0,5%. (l.c.)



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