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Cultura dentro la movida «Progetto con i migliori»

L’assessore Maisto: scelte le associazioni che hanno dimostrato grandi capacità Un bando pubblico? Non è la strada migliore. Si parte il 27 settembre in tre piazze

Per sconfiggere la maleducazione e l’abuso di alcol o addirittura droga che si annidano nella movida del mercoledì, il Comune punta su letture nei parchi, concerti ed esibizioni sportive in piazza. La “diluizione” dello sballo attraverso la cultura diffusa, insomma, «senza attivare controlli o misure di sicurezza, gli shottini a 1 euro non ci sono già più. Del resto, il progetto è stato affidato dal Consiglio comunale a un ente come Promeco, che non si occupa certo di sicurezza...». Massimo Maisto, vicesindaco e assessore alla Cultura, risponde così alle polemiche di questi giorni per i 33mila euro, prima tranche di un finanziamento pluriennale di 60mila, assegnate a sei associazioni, selezionate da Promeco senza bandi o evidenze pubbliche, per il progetto ribattezzato definitivamente Movida on. «Abbiamo cambiato nome, ci sembrava che “Movida siamo noi” fosse effettivamente troppo» è l’unica concessione di Maisto ai critici, tra i quali M5s, FI e Ascom. Unife è per ora assente, che se i contatti risalgono a oltre un anno fa.

Per il resto il vicesindaco ha chiesto le scuse dei detrattori «non per me, che alle polemiche politiche sono abituato, ma per questi giovani spesso precari capaci di iniziative importanti e significative: attaccano loro per colpire me, ma non credo che i 1.000 iscritti di Ferrara Off o i 5.000 che hanno pagato per partecipare alla straordinaria iniziativa sui giardini privati de Il Turco fossero tutti amici miei». I negozianti lamentano di non essere stati coinvolti? «Questa è la critica che più mi ha fatto male, noi siamo aperti a tutti i contributi ma i commercianti hanno altri strumenti a disposizione, come la legge 41, per finanziare loro iniziative».

Più articolato il ragionamento di Maisto sulle modalità di assegnazione dei finanziamenti: «Bisognava attivare un bando, visto che il progetto è del Comune e andavano selezionati pubblicamente i migliori? Nel prossimo futuro, con la riforma del Terzo settore, diventerà forse obbligatorio. Però sono dell’idea che per progetti sperimentali come questo non sia la strada migliore, il bando tende ad escludere piuttosto che ad includere. E non dimentichiamo che Estate bambina o il Carnevale rinascimentale sono andati deserti, non c’è la corsa ad organizzare questi progetti». Sabina Tassinari, responsabile Promeco, ha aggiunto che la selezione ha privilegiato «associazioni che già lavorano con il Comune e che hanno personalità giuridica». Si parte il 27 settembre in piazza Municipale, listone e piazza Savonarola, entro metà novembre prima verifica.

Su cosa proporre, qualche associazione è più avanti di altre. «Ci occuperemo di comunicare il progetto in maniera organica, creando anche un logo» ha detto Licia Vignotto (Il Turco). «Nelle nostre sette serate leggeremo le 7 satire di Ariosto, che parlano proprio di come cambiano gli usi e costumi di un’epoca, dando spazio anche a testi di altre culture» anticipa Monica Pavani (Ferrara Off). Polemico Enrico Balestra (Uisp), «dovremo ospitare gruppi sportivi (nel pieghevole si parla di esibizioni di danza, ndr), aspettiamo il ritorno dalle ferie. Noi avevamo chiesto anche più soldi di quelli ottenuti (7mila euro), se quindi qualcuno vuole farsi avanti...». Ci sarà il battesimo di Web radio Giardino di Hamdi Gaaloul, che coprirà con video e programmi il progetto. Per Filippo Cavallini (Ultimo baluardo) è l’occasione «per promuovere la musica dal vivo dei giovani gruppi ferraresi, ci sono pochi spazi», mentre Matteo Bianchi (Gruppo del Tasso) di coinvolgere i giovani con testi di autori contemporanei, tra i quali Marcello Simoni.

Stefano Ciervo

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